sabato 21 novembre 2015

La Guerra delle Ombre - Sessione XII: L'Uovo del Re (Parte 2)



L’esplorazione dell’Uovo continua. Nella camera di Ampel Guardiadoro i personaggi trovano alcuni disegni fatti dalla ragazzina circa venticinque anni prima. Sono ritratti di tutti i membri della sua famiglia discretamente eseguiti, ma il suo autoritratto ha una particolarità: la sua testa è circondata di raggi di luce colorati.
Dopo essersi resi conto che su quel livello della struttura non c’è null’altro da vedere, a parte un piccolo salotto, il gruppo scende al piano inferiore (ma non prima che Neil decida di staccare alcuni cavi da uno dei figli del re in stato vegetativo, per “vedere cosa succede”).

Mentre scendono le scale, la visione prende nuovamente il sopravvento e l’intero gruppo si ritrova in cima a una collina assolata, a cavallo di un manipolo di Brehm e corazzati dalla testa ai piedi, in formazione assieme a molti altri cavalieri.
Il principe Hiram Guardiadoro, giovane e in assetto da battaglia, sta arringando le truppe. Nella valle sotto di loro le forza di Malevich si preparano all’assalto.
Ellie e Neil hanno memoria di quella battaglia nella storiografia del regno: un conflitto sanguinoso che è stato il culmine di una serie di schermaglie tra le due nazioni, e ha visto vincitori le truppe Thaemoriane.
Quando il principe lancia le truppe alla carica non tutti decidono di seguirlo: Neil fluttua via e Kendra riesce a dileguarsi. Spritz, Leon e Mistar si lanciano nella battaglia, mentre Ellie, incapace di governare la sua cavalcatura, è costretta a seguirli contro la sua volontà.
Il conflitto è sanguinoso anche per i personaggi, per niente abituati a svolgere una battaglia campale, con attacchi che piovono da ovunque. Ellie riesce a dileguarsi alla prima occasione, mentre il resto del gruppo rimane nella battaglia a far fuori truppe Maleviane.
La visione finisce quando Neil, fluttuante, decide di scagliare una lancia contro lo stesso Hiram Guardiadoro, ferendolo al fianco.
L’intero gruppo si trova a ruzzolare per le scale dell’Eyren, coloro che hanno partecipato alla battaglia con un forte mal di testa (e numerosi danni all’Intelletto).

Al piano inferiore trovano ben poco di loro interesse: una sala da pranzo apparecchiata e in perfetto ordine, una sala d’addestramento, delle terme e la piccola sala contenenti i numenera che permettono di far fluttuare l’Eyren: a quanto pare i Guardiadoro non avevano intenzione di farsi mancare nulla.

Decidono quindi di salire nuovamente al piano superiore, e poi di ancora un piano, ma un’altra visione li assale.
I personaggi si ritrovano al piano intermedio dell’Eyren, e delle urla di dolore e follia colmano l’ambiente tutto intorno a loro. Si vedono improvvisamente transitare alcuni degli eredi reali in preda a folli visioni: alcuni sono catatonici, altri deliranti, altri ancora stanno sviluppando orribili mutazioni sul loro corpo.
I personaggi sono come inconsistenti, e non riescono a interagire con alcun oggetto intorno a loro, né i Guardiadoro sembrano essere in grado di notarli.
Solamente una ragazzina, la piccola Ampel Guardiadoro, nota la loro presenza. La bambina undicenne chiede disperatamente al gruppo di accompagnarla fuori di lì, perché “Il Grande Occhio” è diventato matto e sta facendo qualcosa ai suoi fratelli.
I personaggi le chiedono di accompagnarli in un luogo sicuro, e lei si reca alla porta della sua stanza, oltrepassata la quale l’intero gruppo si trova in una radura in un bosco, poco lontano una piccola casetta fatta di dolciumi.
Quando chiedono alla bimba dove si trovano, lei risponde “qui” toccandosi la testa, e dicendo di essere molto brava a inventarsi le cose.
Il gruppo rimane lì per qualche istante, dopodiché dice che vuole andare a parlare con il Grande Occhio. Una volta usciti dalla boscaglia la visione cessa, e il gruppo si trova al piano superiore della struttura.

Li trovano una piccola struttura numenera contenente dei piccoli automi umanoidi inattivi (assomiglianti a Nubenera, ma in posizione più eretta), poi esaminano tutte le stanze più esterne prima di dirigersi alla stanza centrale. Trovano la camera da letto del re, in cui è presente la regina (anch’essa intubata e in stato vegetativo come i suoi figli), un’armeria dove rinvengono un artefatto (lo Scudo Guardiadoro, un numenera leggendario in grado di generare un campo di forza dorata attorno al possessore), una sala delle comunicazioni e un piccolo salotto.
Infine entrano nella sala centrale, dove un grosso occhio bluastro li scruta dal soffitto, non avendo altra reazione che seguire i loro movimenti. Una scala porta al nucleo centrale dell’Eyren: i personaggi la prendono, e si trovano faccia a faccia con l’Acceleratore penetrato nella struttura.

Il grosso automa ragnesco si è collegato direttamente al nucleo, utilizzandolo per creare un campo di forza intorno a sé. Ellie riesce ad affascinarlo, interrompendo il collegamento energetico; sentendosi minacciato, l’automa decide di attaccare!
L’Acceleratore fa largo uso dei suoi campi di energia cinetica per scagliare oggetti e gli stessi personaggi contro le pareti, oppure per paralizzarli, mentre attacca con le zampe artigliate. Durante lo scontro Leon attiva lo Scudo Guardiadoro, incorrendo nel deterioramento dell’artefatto (Nota del narratore: Deterioramento 1-2 su 1d6, era un artefatto potente ma antico e malridotto; tiro per il deterioramento: fallito; Leon spende 1 px: fallito; Leon spende 1 px: fallito; Leon spende 1 px: fallito! Leon manda a fanculo tutti e rompe l’artefatto).
Alla fine, coordinando le proprie forze, il gruppo riesce ad avere la meglio sull’Acceleratore che crolla al suolo. Subito Mistar apre la sua parte centrale per appropriarsi del nucleo, la parte che gli interessava dello spirito-macchina (nella speranza di innestarla alle sue componenti? Chissà…)
Ora che l’Eyren ha nuovamente energia, il gruppo sale al piano superiore e l’occhio brillante di blu sembra essere molto più attivo e vitale. Lo Spirito-macchina della struttura inizia un lungo dialogo con loro, rispondendo alle domande su alcuni fatti rilevanti:
-              Ampel Guardiadoro non era affetta da una malattia, ma una mutazione che le permetteva di alterare la realtà con la mente. Ritenendo che ciò potesse comportare un aumento del livello di autodifesa nel resto della famiglia, l’Eyren ha trasferito anche a loro la mutazione, che però l’hanno rigettata provocando una serie di alterazioni casuali della realtà intorno a loro.
-              L’Eyren ha deciso di mettere a dormire i membri della famiglia reale perché era il modo più intelligente per difenderli: in stato vegetativo, potrebbe preservarli per un altro centinaio di anni.
-              Ampel Guardiadoro è stata portata via da un Ministro degli Eoni quando la situazione si è fatta pericolosa.
L’IA rileva anche che c’è qualcosa che non va in uno dei membri della famiglia (quello il cui macchinario di supporto vitale è stato manomesso da Neil), e manda alcuni suoi servitori meccanici a sistemarlo.
A questo punto, i personaggi riescono a ingannare l’IA per farsi aiutare: gli riferiscono che Ampel Guardiadoro si trova al momento in pericolo, poiché è residente in una città che sta per essere attaccata dall’esercito di ombre. Raccontano tutta la storia alla macchina, facendo notare che la sua programmazione gli impone di difendere i membri della famiglia reale, ovunque essi si trovino.
L’Eyren decide quindi di copiare la sua personalità su uno dei piccoli automi al suo servizio, e di mandarlo al seguito dei personaggi per aiutarli a fronteggiare l’assalto: la sua intelligenza gli permetterà di calcolare tutte le possibilità e decidere la strategia migliore per fronteggiare il nemico.

Prima che il gruppo se ne possa andare, la copia dell’Eyren che governa la struttura li intima di non tornare, altrimenti verranno considerati una minaccia e disinfettati (e se i personaggi hanno capito bene cosa significhi ciò per l’Eyren, sarà meglio che non lo facciano).

Una volta usciti dalla struttura Mistar si dilegua assieme al bottino recuperato: al gruppo non rimane altor che tornare ad Auspar e fronteggiare l’assalto…

sabato 14 novembre 2015

La Guerra delle Ombre - Sessione XI: L'Uovo del Re (Parte 1)



Nota del Narratore: la sessione è basata sul lore della città di Jyrek presente nel manuale di Numenera, e il riassunto da per scontato che sappiate dell’Uovo di Kaldon e della famiglia reale dei Guardiadoro.

La compagnia di avventurieri fugge da ciò che rimane di Leary e dall’esercito di ombre, mentre la cappa di oscurità si sposta, seguendo i loro movimenti. Fortunatamente il gruppo è più veloce, ma diventa piuttosto evidente che le ombre stanno marciando verso Auspar.

Sulla via del ritorno incontrano Aldan, l’alto Ministro degli Eoni che aveva consegnato gli esplosivi a Ellie, accompagnato da quattro Cavalieri di Angule. L’uomo aveva seguito la squadra perché voleva vedere di persona le ombre di cui Ellie gli aveva parlato e, una volta informato sulla situazione e sulla morte di Re Holivar decidono di fare dietro-front e tornare alla cattedrale di Auspar per valutare la situazione.

Arrivano in città che ormai è notte fonda, e di tutta fretta viene indetto un consiglio in cui è presente l’intero gruppo, Aldan e alcuni Ministri di rango elevato. Ellie informa i sacerdoti dei dettagli, scatenando la loro rabbia per la sconsideratezza con cui hanno manipolato numenera sconosciuti.

Aldan informa la squadra che l’Ordine possiede alcune armi in grado di contrastare temporaneamente le ombre quando arriveranno ad Auspar, ma se la loro forza è quella descritta dal gruppo non potranno tenerle a bada per sempre: la luce e il giorno possono dare un vantaggio ai Thaemoriani, ma durante la notte sarà quasi impossibile fermarle. Il Ministro decide anche di informare la guardia cittadina della morte del Re, pur temendo una possibilità ancor più disastrosa: Holivar il Primo era privo di eredi, e la notizia potrebbe scatenare una guerra civile per il possesso del trono.

Al gruppo viene richiesto un favore: recarsi alla cattedrale di Jyrek e chiedere a Hiranel Senk, una Alta Ministra, l’ausilio dei numenera da guerra depositati nei magazzini della cittadella, ben più forniti di quelli della capitale.
Il viaggio di andata sarà praticamente istantaneo, poiché sotto la cattedrale di Auspar è presente un tunnel spaziale direttamente collegato a Jyrek. Sfortunatamente utilizzarlo richiede un gran dispendio di energia, e nel caso le ombre giungano in città non potranno permettersi di riattivarlo per permettere loro di tornare.
Il gruppo accetta la missione, ma nel mentre Leon tenta di ascoltare i pensieri di Aldan, sentendo una frase simile a “certo, se si potesse entrare nell’Uovo, forse…”; il jack viene però scoperto, perché un dispositivo di Aldan gli trasmette un contraccolpo psichico mentre questi si insinua nella sua mente.
Certo che sei curioso – gli dice Aldan – ne potremo parlare prima che partiate.
Il gruppo si concede un paio d’ore di riposo. Leon va a trovare Auletta, informandola dei dettagli e promettendole che tornerà presto.

Alla mattina il gruppo si raduna sotto la cattedrale e si posiziona in un tunnel luminoso, mentre alcuni ministri manipolano delle piattaforme di comando. Prima di partire, però, Aldan prende da parte Leon dicendogli che la tecnologia nascosta all’interno dell’Eyren, l’Uovo fatto costruire da Re Kaldon Guardiadoro, potrebbe permettergli di vincere la battaglia. Sfortunatamente un editto reale impedisce l’ingresso nell’uovo, pena la morte per impiccagione: se vorranno entrare dovranno farlo di nascosto, ma un adepto dell’ordine di Jyrek potrebbe dar loro una mano. Quando Aldan comunica il nome dell’adepto a Leon, a questi si apre un sorriso da orecchio a orecchio: si tratta di Mistar Krauser, suo fratello gemello!
Nota del Narratore: l’ex-giocatore di Mistar ha voluto fare una comparsata per un paio di sessioni ;)
Il teletrasporto è istantaneo, e il gruppo si ritrova in un ambiente del tutto simile al di sotto della cattedrale di Jyrek.

Il gruppo giunge a colloquio con Hiranel Senk, una Ministra cinquantenne, nonché ex-militare del regno, e la informa della situazione. La donna riferisce che sì, possiedono delle armi che potrebbero essere loro utili, ma avranno bisogno di qualche tempo per recuperarle.
Mistar si trova poco distante e sente tutto quanto, e dopo che è terminato il colloquio prende il gruppo da parte, aggredendo verbalmente (e fisicamente) suo fratello.
Il gruppo scopre che circa tre mesi prima Leon, Spritz e Kendra sono già stati a Jyrek e avevano già incontrato Mistar, ma gli effetti delle spore vegetali gli hanno fatto dimenticare ogni cosa (vedi Sessione I – Senza Memoria)!
Mistar aveva compiuto delle analisi sul disco d’ombra posseduto da Leon e rivelato la sua vera natura: un buco nero stabilizzato, che se fosse stato riaperto avrebbe potuto aprire un portale verso un’altra dimensione… oppure risucchiare completamente il Nono Mondo.
Senza perdere altro tempo in chiacchiere Mistar lancia una proposta al gruppo: sa che all’interno dell’Eyren potrebbero esserci dei Numenera estremamente potenti, tra cui lo spirito-macchina suo custode che vent’anni prima aveva completamente sterminato la famiglia reale dei Guardiadoro replicando una malattia in tutti i membri della famiglia. Circa una settimana prima è inoltre penetrato all’interno della struttura un costrutto, che poi ha richiuso il passaggio dietro di sé: esaminando i libri dell’Ordine, Mistar ha potuto comprendere che si tratta di un Acceleratore, un macchinario degli antichi con un’intelligenza che lo spinge all’autodifesa proattiva; probabilmente, ritenendo l’Eyren il luogo più sicuro, è penetrato al suo interno con l’intento di renderlo la sua tana.
L’ingresso nell’Eyren è rischioso: Mistar può procurarsi i codici di accesso, che però vengono cambiati casualmente ogni 6 ore; dovranno quindi entrare e uscire in quel lasso di tempo, altrimenti rimarranno bloccati all’interno. Inoltre c’è pur sempre il rischio che i soldati li scoprano e vengano arrestati, per poi trovarsi a penzolare da una forca.
Anche se un po’ a disagio per l’insistenza del tech e per le sue maniere, il gruppo accetta.

Alla sera, dotati di maschere con filtri purificanti per l’aria, il gruppo fa irruzione nell’Eyren, un enorme complesso di synthacciaio a forma di uovo, alto circa venti metri.
Dopo aver attraversato una prima camera di purificazione, in cui uno spirito-macchina li esamina e poi disinfetta l’ambiente, attraversano la porta e… si trovano all’aperto, nel cortile del Precipizio, il palazzo reale di Auspar.

Capiscono subito che qualcosa non va: l’Analisi di Ellie rivela presenza di legno e synthacciaio, non certo di erba e mattoni. Temendo un qualche effetto di manipolazione mentale il gruppo inizia a vagare per il cortile, finché non si imbattono in quello che si rivela essere Re Kaldon Guardiadoro, regnante del Thaemor prima di Holivar il Primo. Anche in questo caso l’Analisi di Ellie non rivela la presenza dell’uomo, limitandosi ad analizzare syntacciaio, legno e forse della tela.
Il re invita il gruppo a rilassarsi e ad ammirare il proprio giardino, si vanta dei suoi figli, dopodiché chiede loro se vogliono aiutarlo a innalzare ulteriormente la sommità del Precipizio. Quando il gruppo accetta e lo segue, senza alcuna “transizione” si trovano sul tetto del palazzo, il Re intento a posizionare mattone su mattone.
Quando il Re nomina ulteriormente i suoi figli e quanto sia vasto il suo regno, Leon gli dice che sfortunatamente nessuno di loro è destinato a succedergli. Dal principio il re cerca di non ascoltarlo, ma quando Leon gli mostra la pergamena con sigillo reale di Re Holivar il Primo, Re Kaldon lancia un urlo e cade giù dalla torre.
In breve la torre inizia a crollare, e i personaggi precipitano nel vuoto…

…ritrovandosi in un salotto arredato con numerosi ritratti della famiglia Guardiadoro e un busto del re in bella mostra. Dietro di loro, la sala in cui pochi minuti prima avevano subito la disinfezione. Mentre si chiedono cosa abbia causato la strana visione iniziano a girare per la struttura, trovando un lungo corridoio circolare che porta a numerose stanze, ognuna recante una targa con inciso un nome: Hiran Guardiadoro, Readal Guardiadoro, Ydra Guardiadoro, Ampel Guardiadoro… i nomi dei venti figli di Re Kaldon sono tutti presenti.
Il gruppo entra in una stanza a caso e non può credere a ciò che vede: su un materasso di materiale sintetico è sdraiato un anziano corpo in stato vegetativo, con i muscoli completamente atrofizzati, intubato e con numerosi cavi elettrici che si infilano nel suo corpo. Leon prova a leggergli la mente, ma si accorge che l’attività cerebrale è completamente assente, e gli unici sprazzi di vitalità sono solo visioni confuse.

In ogni stanza la situazione è la medesima: i figli di Re Kaldon Guardiadoro sono vivi, per quanto staccarli dai macchinari causerebbe probabilmente la loro morte.
Il gruppo cerca la stanza contrassegnata dalla targa Ampel Guardiadoro, la più giovane dei figli di Re Kaldon, quella che si dice abbia trasmesso la malattia ai fratelli ed entra… trovandola vuota.

Perché il Thaemor ha tenuto nascosto questo segreto? Forse si scoprirà nella prossima sessione…

venerdì 6 novembre 2015

La Guerra delle Ombre - Sessioni IX & X: La Marcia delle Tenebre



Nota: le sessioni sono state riunite sotto un unico riassunto perché, oltre a costituire una serie di eventi concatenati, nella sessione 9 non è successo abbastanza da dedicarle un riassunto a sé stante. Godetevi quest’ultima serie di eventi!

Giunti alla Magione Vivente, i personaggi passano un’intera giornata a riprendersi dai colpi subiti e a decidere il da farsi.
Al risveglio dalla botta in testa Spritz ha delle strane visioni, probabilmente riguardanti il passato che ha dimenticato: in particolare ha una visione di lui, Leon e Kendra intenti ad osservare una gigantesca struttura a forma di uovo, poi ricorda la statua dell’ombra incoronata con un dettaglio: alla base è inciso nella pietra il nome MELCH.
Decidono dopo un po’ di conversazione di andare comunque a parlare con il folle Re Holivar, ma di raccontare una versione della storia leggermente diversa da quanto accaduto.

Il giorno successivo si recano al Precipizio e una volta lì, mentre sono in attesa di essere ricevuti, notano le guardie reali scortare via un uomo avvolto in un tabarro, che pare essere ferito e tremolante, il cui volto è piuttosto famigliare.

Una volta ricevuti trovano Re Holivar in stato di grande euforia, intento a organizzare con la guardia Grapnel (un’armata mercenaria di tech al suo servizio) un qualche tipo di sortita.
I personaggi gli riferiscono dell’esplorazione della rovina, evitando accuratamente di parlare delle ombre fuoriuscite dal portale e imputando la distruzione della stessa al varjellen Idlas’ka, morto nell’esplosione.
Il re dirà loro che l’uomo che hanno appena visto uscire dalla sala è il solo sopravvissuto del villaggio di Leary (e a quel punto il gruppo si ricorda chi sia: è Nariel, il cacciatore!), poiché il paese fluviale è stato attaccato da un’armata di ombre corazzate che hanno portato su di loro oscurità e ghiaccio.
Il re, nell’apice della sua follia, è intenzionato a radunare le sue forze armate e a recarsi a incontrare queste ombre, in modo da poterle arruolare (e forse assoldare) nelle proprie armate.
I personaggi realizzano subito che il re è completamente impazzito, ma questi dice ad un soldato di scortarli nella tesoreria, far loro prendere una cosa a scelta e poi portarli fuori da palazzo.
Senza che possano fare molto per opporsi i PG prendono un bracciale dotato di una strana protrusione in synth dalla tesorerie del re (si rivelerà in seguito essere una Lama Liquida, un artefatto) e si trovano subito dopo nella piazza antistante il Precipizio.

L’idea che serpeggia nel gruppo è ovvia: per quanto sia folle, il re non si merita una fine terribile. Decidono quindi di andarsi a rifornire di materiale e di precedere l’avanzata di Re Holivar e le sue guardie Grapnel (già intente a prepararsi per la partenza).

Leon va ad acquistare dei prodotti chimici con cui ha intenzione di fabbricare degli esplosivi, Ellie si reca alla cattedrale dell’Ordine del Vero per chiedere alcuni crypto e lì incontra Aldan, un Alto Ministro che settimane prima le aveva affidato la missione di recarsi al confine sud per comprendere cosa stesse accadendo nei boschi. Ellie riferisce tutto quanto accaduto al Ministro, che le da il compito di tenere d’occhio la situazione e riferire.

L’ultima idea che hanno prima di partire è recarsi al circo appena fuori città per rubare lo specchio magico, che ha l’aria di essere un numenera di estremo potere, che potrebbe servir loro per combattere le ombre. Spritz, Vane e Leon si intrufolano nell’accampamento e mentre i primi due si occupano di portar via la cassa con lo specchio, il terzo fa di tutto per distrarre i circensi.
Fa prima la conoscenza di Ialdoth, un mutante serpentino dotato di 4 braccia ed esperto lanciatore di coltelli, che sono costretti a stordire prima che dia l’allarme.
Facendo finta che Ialdoth sia ubriaco Leon se lo porta sottobraccio per l’accampamento, fino a che non attira le attenzioni di Essen, la violinista in grado di creare illusioni. Qui si tradisce più volte (dicendo ad esempio che Ialdoth si era ubriacato “con il vino di Essen”, un nome che aveva solo sentito e non sapeva a chi appartenesse), poi fingendosi un manovale appena assunto indica un uomo anziano dicendo “ecco, è lui che mi assunto!”. Uomo anziano che poi si rivela essere un’illusione creata da Essen con lo scopo di metterlo alla prova. Bella mossa Leon.
Il jack viene condotto a parlare con Welx, il direttore del circo. Qui continua la sua farsa chiedendo di essere assunto come manovale. Welx lo invita a dimostrare le sue capacità riparando la ruota di un carro per animale al cui interno c’è una madre chirog infuriata. Riesce a riparare la ruota, ma non riesce a evitare la coda dell’animale che lo afferra per il collo e tenta di strangolarlo. Welx deve intervenire con un bastone elettrificato per salvarlo.
Evidentemente Leon non è tagliato per il circo: viene scortato fuori dall’accampamento da Essen, tutto questo mentre gli altri due sono riusciti a trafugare lo specchio.

Arrivati alla Magione Vivente analizzano il numenera, che si rivela essere un crypto: se attivato, aprirà un portale verso un’altra dimensione in cui è intrappolato un travonis-ul, una bestia trans dimensionale incredibilmente feroce. Se il portale viene aperto, il procedimento può ancora essere bloccato entro un minuto.

Il gruppo parte e supera facilmente il re con il suo centinaio di soldati, già in marcia da un paio d’ore.
Il giorno successivo, giunti nei pressi di Leary, si rendono conto che una cappa di oscurità notturna e gelida ha completamente avvolto la zona intorno al paese e alle colline oscure.
Si inoltrano al suo interno iniziando ad avere un gran freddo, da cui non riescono a coprirsi molto bene. Ripensando agli esseri d’ombra che, appena fuoriusciti dal portale, erano rimasti incantati a osservare delle scintille incandescenti, decidono di accendere un fuoco e nascondersi, per vedere cosa accade.
Nel giro di poco effettivamente compaiono due guerrieri rivestiti da corazze di tenebra che rimangono a osservare il fuoco per qualche minuto, prima che uno dei due lo spenga con un’ondata di gelo.
L’oscurità avvolge i personaggi e i due guerrieri si materializzano dietro di loro, attaccandoli!

Lo scontro è durissimo: le ombre sono solide e colpibili, ma incredibilmente ben corazzate e in grado di infliggere danni considerevoli con le loro braccia in grado di assumere alternativamente forme di lame d’acciaio e ondate di puro freddo. Quando riescono ad abbatterle queste scompaiono in un’implosione, risucchiate nel loro stesso vuoto.

L’armata del re nel frattempo avanza fino all’area tenebrosa, e i personaggi decidono di rifugiarsi sulle colline e osservare la situazione dall’alto. Stranamente le ombre lasciano passare l’armata fino a ciò che rimane di Leary, nient’altro che scheletri di case ricoperti di ghiaccio.
Il re si fa avanti e dalle ombre emerge una figura diversa dalle altre, coronata di specchi e priva del braccio destro, ma anch’essa costituita della stessa sostanza tenebrosa dei guerrieri.
I due re hanno una conversazione che i personaggi non sono in grado di udire, poi di scatto l’ombra incoronata congela il braccio destro del re con un’ondata di freddo e glielo strappa, innestandoselo al posto del suo braccio mancante.
In breve l’armata di tech Grapnel inizia a esercitare il suo potere e le ombre fanno lo stesso, producendo un caos di esplosioni di ghiaccio e energia.
Dopo circa un minuto però nell’intera vallata regna il silenzio: volando, Leon scende a vedere e si trova in un ambiente completamente coperto di ghiaccio, i guerrieri grapnel ridotti a statue congelate.
Il cadavere del re, con in volto un’espressione di puro orrore, giace congelato ai suoi piedi.
Le ombre nel frattempo si avvicinano alle statue congelate e innestano loro in gola dell’essenza d’ombra: in breve dai loro cadaveri fuoriescono altre ombre corazzate.
Leon e gli altri si rifugiano su una collina e dall’alto decidono di scatenare l’inferno sopra le ombre: Leon spara gli esplosivi che aveva creato con il suo ShooterKrauser, Ellie scatena i suoi Lampi, Spritz spara con la balestra, e quando le ombre iniziano a risalire la collina per attaccarli decidono di scatenare il loro meglio, attivando lo specchio e liberando il travonis ul.

Le ombre sono comunque troppe, ormai diventate centinaia, e il gruppo è costretto a fuggire. Su un’altra collina vedono l’ombra incoronata, che li indica con il braccio bluastro appartenuto a Re Holivar e con un’aura di grandissima minaccia a gravargli intorno.
“Melch…”, sono le uniche parole pronunciate da Spritz mentre il gruppo abbandona le colline, dietro di loro solo i suoni di battaglia della creatura transdimensionale evocata che combatte contro bestie ancor più terribili…