giovedì 4 febbraio 2016

La Guerra delle Ombre - Sessione XX: Ritorna nell'Ombra!

La tempesta infuria intorno alla squadra, sulla cima del Precipizio, e Melch non attende aspetta occasione migliore: utilizzando i suoi poteri, attacca la squadra con un’ondata di gelo che penetra fin nelle ossa.
Sfruttando i poteri di volo conferiti da Kendra il gruppo muove attacco al nemico. Il primo attacco portato a segno è di Spritz, che prendendo la mira con la balestra riesce a infliggere un durissimo colpo al Re delle Ombre. Il mortale avversario sfrutta la manipolazione del vuoto per aprire un piccolo buco nero al di sopra dei personaggi, che inizia a trascinare la materia dentro di esso.
La situazione è critica: Melch sfrutta i suoi continui teletrasporti per schivare i colpi e, a differenza della squadra, non sembra essere influenzato dalla forza gravitazionale del buco nero. Un paio di altri durissimi attacchi vengono portati da Kendra, che con la sua stretta di gravità ferisce gravemente l’Ombra, e Leon, da fondo alle sue riserve di crypto esplosivi.
Alcuni membri del gruppo vengono trascinati in direzione del buco nero, mentre Melch si teletrasporta sotto di loro. Neil utilizza il suo crypto Perno nella Realtà per ancorarsi all’aria, mentre i colpi finali vengono indirizzati da Ellie, che con precisione letale da fuoco al nemico tramite un esoterismo, e Leon, che tramite una spinta riesce a tirare i grappoli esplosivi emessi dall’ultima bomba in direzione di Melch.

L’ombra bruciante si limita a fluttuare nell’aria, gridando. In quel momento il Generale Neron si mette in contatto telepatico con Spritz, limitandosi a comunicargli “Ora!”. Ellie attiva a distanza il marchingegno con il frammento di sole posizionato sul Precipizio, e tutto si fa di un bianco splendente.

Riprendono i sensi un po’ di tempo dopo, e si ritrovano a fluttuare in un mare di nebbie e vapori. Fanno fatica a comprendere cosa sia accaduto, ma quando i loro occhi si riadattano all’ambiente e si allontanano un po’ dall’area, si rendono conto che la detonazione del Numenera per cui hanno tanto penato ha avuto effetti sorprendenti: il Precipizio non esiste più e al suo posto rimane solamente una macchia di terra bruciata. La città circostante invece pare non aver subito danni al di là della disattivazione dei Numenera (compreso lo scudo a protezione della Cattedrale dell’Ordine del Vero).
Nessuna traccia delle ombre presenti nel palazzo: l’esplosione le ha distrutte.

Utilizzando gli ultimi minuti di volo la squadra torna sul tetto della Cattedrale, dove viene accolta da un gruppo di adepti in festa, che li portano in trionfo nelle infermerie. Lì il gruppo si rifocilla e viene curato, e alla prima occasione disponibile Leon va all’accampamento di sotto per festeggiare con Auletta: il pericolo è finalmente cessato.
Le notizie riportate da Hiranel Senk sono incoraggianti: in città sono ancora presenti Ombre, ma le truppe di Neron ci metteranno poco a schiacciarle definitivamente.

Il gruppo ha tempo per riposarsi per qualche ora, ma a metà della serata vengono svegliati e portati nei cortili: è tempo di festeggiare!
Lo spirito dei Thaemoriani si fa sentire anche in questi tempi di crisi, e sebbene le libagioni non siano molte, la speranza nel futuro non manca. Si eseguono balli, canti e si beve molto.
Neron parla con Spritz, accettando di rispettarlo per le sue imprese, nonostante il suo sangue mutante.
La suggestione lanciata da Neil a Kendra alcune sessioni fa (vedi Sessione VII – Sotto una Coltre di Lame) non ha effetto, poiché le ombre sono state sconfitte. Neil si limita quindi a lanciargliene un’altra: “vai a dire alle tre ragazze più belle della festa quanto sia stato eroico Neil, e quante volte ti abbia salvato la vita, e che se potessi ci andresti a letto!”. La povera Kendra non può far altro che eseguire, ma per fortuna la sorte non le ha riservato un destino più… caldo.
C’è anche una ricongiunzione tra Kendra e Leon, con quest’ultimo che le consegna il foglio con la stupida scommessa fatta tra lui, Spritz e Neil… ormai non servirà più.

La serata sembra stia procedendo bene quando, verso la sua conclusione, Auletta invita Leon nella tenda con lei: bisogna festeggiare in altro modo. La Sarraceniana sta entrando nella tenda, quando in un istante si blocca. La sua pelle è gelida, uno strato di ghiaccio le si forma sul corpo… con orrore Leon scruta intorno, vedendo uno scheletro nero, parzialmente carbonizzato e tenuto insieme per chissà quale forza maligna… Melch è ancora vivo.
Le urla del jack richiamano l’attenzione dei suoi compagni, che si precipitano sul luogo dell’attacco. Melch utilizza i suoi poteri per aprire uno squarcio sulla schiena di Auletta, da cui inizia a fuoriuscire un’ombra. Preso dalla furia, Leon prima lo sbatte per terra con una Spinta, poi gli monta sopra iniziando a tempestarlo di pugni, una scarica talmente violenta che il cranio di Melch si spacca e la creatura viene risucchiata nell’ombra, questa volta definitivamente, lasciando a terra solamente la sua corona luccicante.
Un gruppo di adepti dell’Ordine porta Auletta all’infermeria, prima che sia troppo tardi, e Leon li segue. Il resto del gruppo raccoglie la corona di Melch e la esamina, scoprendo che è fatta di un qualche tipo di materiale non rinvenibile in natura, quando un suono scrosciante molto familiare attira la loro attenzione.

Vicino a loro, la colonna liquida di fluidi chimici è comparsa dal nulla. Un tentacolo gocciolante si protende nella loro direzione: il gruppo sa quello che vuole. C’è un attimo di esitazione da parte loro, che viene risolta da Spritz che afferra la corona e la lancia nel fluido. La colonna cambia colore, diventando più pallida e luminosa, dopodiché scompare nel nulla lasciando a terra solo una pozza di liquidi fumanti.

Riconoscendo i liquidi mutageni Neil e Spritz si precipitano a bere, assumendo un’altra mutazione che li potenzia fisicamente. Le venature nere si espandono ulteriormente sul loro corpo, e la loro pelle assume un riflesso metallico: ormai è praticamente impossibile che qualcuno li scambi per umani.

Mentre Leon veglia su Auletta, il resto del gruppo si spinge nella città alla ricerca di ombre sopravvissute. Quando giunge il mattino, la Sarraceniana si risveglia e gli Adepti riferiscono che starà bene.
Allo stesso momento, le ultime ombre di Auspar vengono distrutte dal sorgere del sole: la guerra è definitivamente finita.

L’epilogo della vicenda è insolitamente dolce per l’intero gruppo. Dopo alcuni giorni trascorsi in città per riprendere le forze, decidono di dividersi: Ellie e Neil rimarranno nel Thaemor, mentre Leon, Kendra e Spritz, accompagnati da Auletta, torneranno nell’Oltre.
Nel corso dei mesi successivi Ellie riuscirà ad assumere il ruolo che fu di Maestro Aldan all’interno dell’Ordine del Vero, mentre Neil, facendo sfoggio dello scudo dei Guardiadoro trafugato dal gruppo quando entrarono nell’Eyren, riesce a essere nominato reggente del Thaemor: il regno ha bisogno di un condottiero, e i Thaemoriani hanno sempre apprezzato gli eroi.
La guerra però incombe, e non appena le voci dell’attacco delle ombre alla capitale superano i confini, il Malevich approfitta del momento di debolezza per invadere il piccolo regno, attaccando con il suo esercito e uno stuolo di piante carnivore geneticamente modificate. Ma questa, è un’altra storia…

Il resto del gruppo ritorna alla Pianta-di-Fagioli nei mesi successivi, dove la loro assenza ha fatto sì che venissero in parte dimenticati e le acque si calmassero. Leon partecipa di nuovo alla Gara del Raccolto, non avendo alcun problema ad essere nominato Fratello di Jack.
Insieme, per assecondare un desiderio di Auletta, si recano a nord verso la Giungla Caeciliana, colma di piante mostruose e tesori dimenticati… ma avranno il loro bel daffare, poiché alla strana compagnia si aggiunge presto un nuovo membro: Jack Krauser, figlio del nostro storico jack e della Sarraceniana sua compagna.

Con questo riassunto si conclude la nostra campagna e le nostre avventure nel Nono Mondo. Arrivare al termine di una storia appassionante è sempre un risultato dolceamaro, poiché il divertimento e la passione arrivano a mescolarsi con la nostalgia delle avventure passate… ma la nostra creatività è sempre in moto,e  solo perché dobbiamo salutare questi personaggi, non vuol dire che le nostre giocate si fermeranno qui!

Prossimamente: un post di Domande & Risposte su “La Guerra delle Ombre”, che farà chiarimento su alcuni punti oscuri della trama, e per concludere avremo le schede complete dei personaggi, un gruppo di avventurieri giunti tra il 4° e il 5° rango che hanno vissuto tantissime avventure nel mondo di Numenera!

Possano gli spiriti del ferro vegliare su di voi, e a presto!

venerdì 29 gennaio 2016

La Guerra delle Ombre - Sessione XIX: Sulla Cima del Precipizio



Melch alza le mani, e il gruppo viene investito da un’ondata di ghiaccio che gli blocca gli arti, paralizzandoli sul posto. Solo in due sono riusciti a salvarsi: Neil, lesto abbastanza da saltare giù dal ponte e levitare via, e Leon, che ha ancora attiva la sua Sacca Esplorativa.
L’Ombra Incoronata si avvicina ai componenti del gruppo paralizzati, sussurrando oscure parole in una lingua sconosciuta. Solo alcune di esse risultano comprensibili: “Perché volete distruggere il mio regno?”.
I due jack si preparano al contrattacco, Leon caricando il suo ShooterKrauser, Neil avvicinandosi furtivamente alle spalle. Melch emette uno strillo che riecheggia tra le torri di Auspar, destando l’attenzione di numerose ombre… non c’è più tempo da perdere.
I due jack tentano un attacco incrociato, che purtroppo va a vuoto: il proiettile di Leon viene risucchiato da una singolarità creata da Melch, mentre l’attacco alle spalle di Neil non ha semplicemente luogo: così come era comparso, il re delle ombre è sparito nel nulla.

Utilizzando la lancia termica per sciogliere il ghiaccio, il gruppo riesce a liberare i compagni imprigionati poco prima che delle ombre sopraggiungano. Segue quindi una pericolosa fuga per il quartiere del porto che grazie alla grandissima accortezza mostrata dai personaggi (e a una grande fortuna nei tiri di dado) si risolve facilmente, con l’intero gruppo che riesce a riparare alla Cattedrale dell’Ordine seminando il nemico.

Una volta giunti sul posto, Kendra si reca da Auletta, per darle le piante recuperate e iniziare il trattamento per riprendere l’utilizzo della gamba. La cura si dimostra più invasiva di quanto sperato: Kendra beve un intruglio che dovrebbe rimuoverle la mutazione, dopodiché la Sarraceniana è costretta a rimuoverle chirurgicamente l’escrescenza legnosa che ormai le ha completamente ricoperto la gamba. Grazie a un anestetico fornito da Ellie, l’operazione è meno dolorosa del previsto. Solo il tempo dirà se la cura ha funzionato: entro una settimana Kendra dovrebbe riprendere l’utilizzo della gamba… oppure non potrà muoverla mai più.

Il resto del gruppo si reca a parlare con Hiranel Senk e Neron, per valutare il da farsi. Il generale dei Cavalieri Anguleani nota le mutazioni agli occhi di Spritz, e lascia percepire una velata minaccia nei loro confronti, che però rimane tale senza avere altre conseguenze: tutto il gruppo sarà necessario per le operazioni successive.

Segue un consiglio di guerra a cui partecipa il gruppo al completo, i due sopracitati Hiranel e Neron, e alcuni comandanti della guardia cittadina sopravvissuta. Dal principio l’idea è di rimanere fedeli al piano originario, ovvero portare il numenera esplosivo sul Precipizio tramite gli anelli gravitazionali, mentre un gruppo di combattenti si occupa di fare da diversivo contro le ombre.
Spritz ha però in quel momento un’intuizione che permetterà di agire con più sicurezza e risparmiare molte vite: gli anelli gravitazionali prelevati al porto funzionano anche orizzontalmente o diagonalmente, purché gli anelli siano allineati con precisione. Suggerisce quindi di installare un anello sul tetto della Cattedrale dell’Ordine, il secondo direttamente sulla cima del Precipizio (senza passare dalla parte bassa) e poi far fluttuare diagonalmente il marchingegno fino al luogo indicato, dove il gruppo potrà installarlo.
L’idea viene approvata! I matematici dell’Ordine si mettono all’opera per calcolare la giusta traiettoria.



Il gruppo viene adibito alla missione, anche perché grazie ai poteri di Kendra sono tutti in grado di volare. Lentamente attraversano la gelida tormenta di ghiaccio, arrivando sulla sottile cima del Precipizio e installando l’anello, per poi tornare indietro e trasportare il macchinario esplosivo grazie ai due cerchi perfettamente allineati.
Ci sono un problemi verso le fasi finali dell’operazione: una volta raggiunta la cima del Precipizio, il marchingegno è troppo pesante per sollevarlo quel tanto che basta da posizionarlo. Kendra utilizza il suo Fendente di Gravità per recidere la punta del palazzo reale, e grazie ad un abolitore di gravità il gruppo riesce a sollevarlo quel tanto che basta per posizionarlo.

Al di sotto, nel frattempo, Neron e i suoi uomini stanno distraendo le ombre (senza però tentare un attacco diretto, risparmiando quindi molte vite). Con un anello telepatico Spritz comunica con Neron, dicendogli che sono pronti ad attivare il macchinario, e che quindi è il caso che lui e i suoi uomini si ritirino. Il generale chiede cinque minuti per compiere le ultime manovre.

Il vento soffia imperterrito, il gruppo attende… e il re delle ombre, ancora una volta compare fluttuando vicino a loro, con intenti molto minacciosi…

La campagna è quasi conclusa! Ci vediamo al prossimo (e ultimo) riassunto!

giovedì 21 gennaio 2016

La Guerra delle Ombre - Sessione XVIII: La Città Oscura



Trascorre quella che probabilmente sarà una delle ultime notti tranquille per il gruppo. All’alba vengono svegliati da un’adunata nel cortile, e una volta giunti lì Hiranel Senk gli comunica che il loro piano è stato approvato. Per prima cosa, un gruppo di dieci adepti dell’Ordine si recherà ai moli per staccare due anelli gravitazionali e riportarli alla Cattedrale; la squadra viene invitata a scortarli.

Il tempo per mettere qualcosa sotto i denti è poco: silenziosamente, il gruppo parte. Passando di nuovo per la piccola breccia nelle mura interne (che fortunatamente le ombre non hanno ancora trovato) è piuttosto facile raggiungere l’estremità più a sud dei moli e iniziare il lavoro. Durante il giorno le ombre sono molto meno reattive, quindi l’unico nemico da affrontare è la costante pioggia di lame di ghiaccio. Tramite una serie di esoterismi, le tech del gruppo riescono a proteggere in maniera più o meno efficiente i lavoratori, e mentre Leon li aiuta, Neil e Spritz si danno da fare per pattugliare l’area.

La rimozione del primo anello procede senza intoppi, mentre per il secondo, posizionato nella parte bassa della scogliera, è necessario utilizzare delle corde per issarlo. Una lama di ghiaccio sfreccia nell’aria gelida, tagliandola e facendo precipitare l’anello… una caduta di pochi metri, non in grado di danneggiarlo, ma sufficiente per far rimbombare lo stridente suono del metallo contro la pietra per tutto il quartiere dei porti.

Un gruppo di cinque ombre, attirate dal suono, emerge dai vicoli. Spritz si nasconde tra i cadaveri per tendere loro un agguato, mentre Leon tenta di portare al riparo gli anelli e Kendra, Ellie e Neil decidono di fronteggiarle in prima linea. Alcuni degli adepti dell’Ordine utilizzano i loro esoterismi per contrastarle, ma nonostante l’evidente disparità numerica lo scontro è durissimo
Neil trova, stretto tra le mani di un cadavere, un proiettore olografico che attiva senza sapere nulla del suo utilizzo, creando in mezzo all’area l’illusione di un campo pieno di lunga erba nodosa e molle metalliche. Spritz attira una delle ombre in un vicolo e la combatte in un uno contro uno, iniziando ad avere la peggio.
Uno delle ombre sembra invece in grado di utilizzare degli esoterismi, e scaglia esplosioni ghiacciate contro il gruppo!
Alla fine la squadra ha la meglio, ma il bilancio non è comunque dei migliori: due adepti dell’Ordine sono morti, uno è ferito gravemente, e tutti i membri del gruppo hanno subito diverse ferite.

Celermente la squadra fa ritorno alla Cattedrale portando con sé gli anelli. Hiranel Senk e Neron iniziano a preparare un piano per l’attacco al Precipizio, ma il gruppo non ha intenzione di stare con le mani in mano: la gamba di Kendra peggiora ad ogni ora, e la corteccia legnosa l’ha ormai ricoperta quasi interamente. Decidono quindi di recarsi alla Magione Vivente, per trovare le piante necessarie ad Auletta per operare sulla mutazione.
Si muovono silenziosi e rapidi, facendo il giro dal porto e mandando spesso in avanscoperta Kendra, invisibile e fluttuante, per esaminare il percorso.

Arrivati all’area nord dei moli attivano temporaneamente uno dei ponti semoventi che collegano le torri della città per oltrepassare la muraglia interna difesa da alcune ombre, riuscendo a muoversi senza essere notati. Arrivare alla Magione Vivente, a questo punto, non è complicato: gran parte delle ombre si trovano al Precipizio.

Danno un’occhiata nei paraggi della struttura coperta di ghiaccio, notando che qualcuno si muove all’interno. Bussano a una finestra, e un giovane Sarraceniano apre e li fa entrare di tutta fretta.
In breve il gruppo giunge da Chi, rimasto alla Magione con un manipolo di adoratori delle piante per far sopravvivere la flora dell’edificio il più a lungo possibile. L’anziano consegna loro le piante richieste da Auletta, interrate in dei vasetti, raccomandandosi di non esporle al gelo esterno per non farle morire.
Il gruppo da invece ai Sarraceniani alcune provviste per resistere all’assedio, e scopre che la Magione non è stata direttamente attaccata dalle ombre: pare che l’edificio non li interessi.

Escono nuovamente per le strade e fanno il percorso inverso, facendo di nuovo fuoriuscire il ponte retraibile per passare al di sopra delle mura. Tutto sembra procedere bene, quando un improvviso lampo li abbaglia, e l’ombra incoronata compare dal nulla, bloccandogli il percorso.
Melch è davanti a loro, in tutta la sua oscura crudeltà.

sabato 16 gennaio 2016

La Guerra delle Ombre - Sessione XVII: Sotto una Coltre di Lame



Avvicinandosi ad Auspar, la squadra di avventurieri si rende conto che la situazione è ancora più strana di quanto giudicato a una prima impressione: oltre ad essere stretta dalla morsa del ghiaccio, il gruppo si rende conto che le porte Est e Sud sono sigillate, e nessuna delle ombre le sta minacciando.

Cautamente decidono di muoversi sulla superficie del fiume congelato ed entrare in città dai moli. Alcune barche giacciono, semidistrutte, sulla distesa di ghiaccio. Tramite gli esoterismi di Adattamento di Kendra il gruppo si ripara dalle lame di ghiaccio, ma una volta giunti al porto sulla scogliera si rendono conto che la situazione è enormemente cambiata: per le strade si trovano diversi cadaveri semicongelati, sia di civili che di soldati, uccisi sia dal freddo che dalle lame degli invasori.

Il gruppo tenta di raggiungere la Cattedrale dell’Ordine del Vero, evitando per un soffio un gruppo di tre Araldi del Vuoto, intenti a pattugliare i vicoli tra le abitazioni saccheggiate. Da una torre più alta riescono a scorgere la Cattedrale, avvolta da uno scudo di energia numenera: qualcosa, se non altro, pare aver retto. Nell’area nord vedono chiaramente il profilo della Magione Vivente, completamente cristallizzata nel ghiaccio: le piante che la avvolgevano non sono sopravvissute.

Kendra utilizza simultaneamente i suoi esoterismi di Levitazione, Adattamento e Invisibilità per volare al di sopra della città senza subire alcun pericolo. Da lì, riesce chiaramente a vedere che il quartiere nord e il quartiere del porto sono stati conquistati dalle ombre, che a questo punto hanno preso di mira il Precipizio, mentre la restante parte della città sta ancora reggendo all’assedio. Riesce a infiltrarsi attraverso gli scudi della torre dell’Ordine e, una volta all’interno, cerca Aldan per riferirgli la situazione. Purtroppo scopre ben presto da un’accolita che il maestro di Ellie non ce l’ha fatta: due giorni fa è stato annientato da un’ombra incoronata alla porta Nord. La Tech riferisce che il resto del gruppo è in arrivo, dopodiché tenta di ricongiungersi a loro.

Gli altri nel frattempo hanno trovato uno spiraglio tra le mura interne della città e vi si sono infilati. Neil levita anch’esso sopra la città, cercando Kendra. Quando i due si incontrano, Neil utilizza su di lei uno degli ultimi trucchi del mestiere acquisiti, Impiantare Suggestione, rivolgendo a Kendra la seguente frase: “se entro le prossime ventisei ore non avremo sconfitto le ombre, tu trascorrerai un’ora di passione con me”.
Tiro di dadi… e Kendra soccombe alla suggestione, pur non rendendosi minimamente conto di averla subita (le è sembrata una normalissima frase arrogante rivoltale da Neil).
(Nota del Narratore: C’è un motivo dietro a questa scena. Si tratta di una scommessa fatta tra Leon, Spritz e Neil a inizio campagna, su chi di loro sarebbe riuscito per primo a portarsi a letto la glaciale Kendra. Neil ha finalmente deciso di giocare sporco… Prevedo un’evirazione quando la povera Kendra se ne renderà conto! Ma se riuscissero a fermare le ombre in tempo potrebbe ancora salvarsi… staremo a vedere!)

La squadra al completo giunge alla Cattedrale, e si recano a parlare con la maestra Hiranel Senk, che li aggiorna sui fatti recenti: quando il fiume è congelato, le ombre lo hanno utilizzato come ponte per entrare in città. Il quartiere nord è stato preso tra due fuochi, e non hanno potuto far altro che abbandonarlo e rifugiarsi nell’ultimo quartiere cittadino non ancora conquistato dal nemico. Il maestro Aldan è caduto in azione, mentre il generale Neron e i suoi cavalieri Anguleani stanno reggendo bene. La Magione Vivente dei Sarraceniani è stata catturata nella morsa del gelo, ma alcuni sono riusciti ad abbandonarla e a rifugiarsi alla Cattedrale prima che i nemici la conquistassero. Le ombre stanno ora prendendo d’assedio il Precipizio, il che è strano, perché all’interno non dovrebbe essere rimasto nessuno.
Il gruppo spiega brevemente alla maestra qual’era il piano di Aldan per la costruzione di un’arma con un frammento di sole (non facendo alcun riferimento all’Eyren) e chiede di poter accedere alle sue stanze.
Permesso concesso! L’intero gruppo, con l’eccezione di Leon, va alle stanze di Aldan. Il jack si reca di sotto, nell’area dove sono stati stanziati i profughi, per vedere se Auletta si è salvata. Fortunatamente è così, ma non si sa nulla di Chi: il Sarraceniano ha deciso di rimanere a prendersi cura delle sue amate piante.

Nella stanza di Aldan il resto del gruppo trova l’Eyren, che dimostra subito avere un atteggiamento strano e indifferente verso il gruppo. Ha ultimato la costruzione dell’arma per annientare il nemico, l’ha nascosta in un luogo segreto e ora richiede solo l’innesto di un frammento di sole per essere attivata… ma non ha la minima intenzione di rivelare dove si trovi!
L’Eyren ha infatti scoperto, ascoltando le conversazioni di soldati, accoliti dell’ordine e gente comune, che la principessa Ampel non è assolutamente presente ad Auspar… anzi, tutti la credono morta da tempo!
L’Eyren sa che i personaggi gli hanno mentito o nascosto delle informazioni. La sua logica non gli fa bramare alcun tipo di vendetta, ma non ha la minima intenzione di proseguire verso un obiettivo che non gli interessa: se non c’è una principessa da salvare, che la gente di Auspar viva o muoia gli è del tutto indifferente.
Tramite un lungo dialogo basato su ragionamenti logici e delle minacce (“se non ci dici dov’è il macchinario ti giuro che troveremo la principessa e la uccideremo di persona”, gli dice Neil), alla fine l’Eyren va in crisi e rivela la posizione del macchinario (un magazzino poco lontano), per poi disattivarsi definitivamente subito dopo: la sua utilità è esaurita. Ellie recupera il corpo del piccolo automa per modificarlo e creare così il suo automa personale.

Leon viene aggiornato della situazione, dopodiché Kendra chiede ad Auletta di esaminargli la gamba paralizzata: dalle piccole ferite riportate sta fuoriuscendo una strana crosta legnosa, che lentamente sta ricoprendo la gamba, paralizzandola. Auletta dice di essere in grado di sistemarla, ma solo tramite le piante alla Magione Vivente… per farlo, dovranno quindi prima spezzare l’assedio.

Mentre alcuni del gruppo si riposano, altri vanno a recuperare il macchinario. Dopo alcuni esami scoprono essere un numenera in grado di “legare magicamente” il fuoco del frammento di sole ad altri materiali, facendoli diventare un tuttuno. L’oggetto è in grado di provocare un raggio a forma di cono proiettato verso il basso: l’ideale sarebbe quindi portarlo in un luogo molto alto e da lì attivarlo, per colpire tutto ciò che si trova al di sotto… un luogo come il Precipizio, l’edificio più alto della città!

Una volta ricongiunto ed esaminata la situazione, il gruppo chiede nuovamente di parlare con Hiranel Senk per organizzare un piano. L’idea è semplice, ma i pericoli saranno notevoli: propongono prima di tutto di recuperare un numenera gravitazionale, di quelli utilizzati per calare le barche in acqua dai moli sopraelevati, per far levitare il macchinario da terra fino alla cima del Precipizio. Le due estremità del numenera gravitazionale dovranno essere posizionata una sul terreno (da una squadra) e una sulla cima (da un’altra squadra), tutto questo mentre l’area è completamente assediata dalle ombre… più facile a dirsi che a farsi!
Ma l’unica alternativa è soccombere, e non si è mai sentito di un Thaemoriano che si sia arreso.
La notte passa, e con questa l’ultimo riposo prima dello scontro decisivo.
Non rimane altro che giocarsi il tutto per tutto.