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venerdì 2 ottobre 2015

Mist - Sessione 2 (di 2): Dio salvi la Regina!



La sera sta arrivando, la squadra dei servizi segreti si riunisce a casa della dottoressa Anita Langley per decidere il da farsi. L’uomo dell’impianto di riciclaggio ha detto che li avrebbe ricevuti in serata, ma il gruppo tende ad avere numerose discussioni su cosa sia meglio fare:
 È un criminale, deve essere arrestato”, dice Ser Galvano.
Forse dovremmo chiudere gli occhi sulla cosa e farci fare un favore in cambio”, dice un Charles d’Antonio con gli occhi sempre più chiusi dall’abuso di oppio e morfina.
Alla fine, sotto le proteste dell’automa, decidono di recarsi all’impianto nel momento della chiusura e bloccare l’operaio, rivelando chiaramente che sono agenti al servizio della corona. Subito l’uomo si fa prendere dal panico, e per non passare guai rivela loro l’elenco dei suoi clienti abituali, tra cui figurano molti nobili. Tra questi c’è però un individuo particolare: un uomo avvolto in stracci neri, che viene a comprare due bombole ogni due giorni, e che probabilmente è solamente un intermediario di qualcun altro.
Charles utilizza le sue abilità di Dotato per cancellare gli ultimi minuti di memoria dell’operaio, poi il gruppo si nasconde nell’impianto attendendo il momento giusto.
Effettivamente, dopo circa un’ora si presenta l’individuo che gli è stato descritto, che lancia un sacchetto di scellini all’uomo e porta via con sé due bombole di carbonebbia; il gruppo si mette a seguirlo silenziosamente, con Denna in testa, che si muove come un gatto saltando da un tetto all’altro.

Sfortunatamente per loro il piano non va come sperato: l’individuo è sorvegliato da altri tre suoi compari, anch’essi coperti di stracci, che aggrediscono Denna su un tetto e il resto del gruppo in strada. In breve scoppia la colluttazione, mentre l’uomo con le bombole cerca di fuggire.
Quando uno dei personaggi strappa il mantello a uno degli aggressori, essi si rivelano per ciò che sono: nient’altro che cadaveri umani a cui sono stati innestati impianti a carbonebbia per dargli una parvenza di vita, artigli e denti di ottone. La loro agilità, per quanto siano morti, è sorprendente.
Il combattimento è violento, e alcuni membri della squadra vengono feriti, ma risultano loro i vincitori.
Lord Cavendish compie un primo esame su uno dei corpi, imputando la rianimazione dei corpi a effetti misteriosi della carbonebbia. Oltretutto, ogni corpo è dotato di valvole situate sulla schiena, al livello dei polmoni, che possono essere sfiatate per creare dei getti di vapore che permettono di fare salti sorprendenti.

Mentre il gruppo è indeciso sul da farsi (l’uomo con le bombole si è rivelato anch’esso un cadavere, ed è stato eliminato senza che il gruppo potesse seguirlo) compare dalle ombre una figura indistinta avvolta in dei drappi blu scuro. La sua voce è roca e piuttosto atona, ma sembra sapere alcune cose sui personaggi, a cominciare dal fatto che essi siano agenti della Corona e chi stiano cercando.
Dirà loro che sa dove si trovano Anita e il responsabile del suo rapimento, l’inventore di quei cadaveri rianimati chiamati Carbospoglie, ma glielo dirà a una condizione: il gruppo dovrà distruggere un elmetto posseduto dal rapitore, un invenzione troppo pericolosa perché cada in mani sbagliate.
Il gruppo accetta e la donna rivela che Anita si trova prigioniera in una delle stazioni della Metropolitana della vecchia Londra, molto vicino alla superficie, il cui ingresso è difeso da uno Xal in assetto da guerra.
Quando il gruppo le chiede chi ella sia, lei risponde che il suo nome non ha più significato poi con un getto di vapore improvviso, la donna salta su un tetto e scompare.

Il gruppo compie una brevissima pausa per cenare (e per riparare Ser Galvano), dopodiché si lancia alla ricerca della metropolitana, chiedendosi come avrebbero potuto affrontare uno Xal.
Alcune ore sono sufficienti per trovare una delle poche stazioni della metro londinese rimaste in piedi dopo l’attacco alieno: le altre sono state fatte saltare per prevenire l’ingresso dall’esterno. Effettivamente, al termine di un lungo tunnel, il gruppo nota un faro semovente che compie movimenti regolari, come a sorvegliare un’area.
Denna, in grado di vedere al buio, si fa avanti e nota una piazzetta sormontata da una cupola, al cui centro è posizionato uno Xal dentro un modulo da guerra (vedi immagine). Il movimento compiuto dal suo occhio luminoso è però regolare, troppo regolare… il gruppo prova a lanciare un sasso, e l’alieno non ha reazione. Cercano allora di aggirarlo, ma Denna e Evangeline vengono investite in pieno dal fascio di luce!
Ma anche in questo caso, nulla accade: si accorgono che il modulo da guerra è un vecchio mezzo semidistrutto, tenuto in piedi da un’impalcatura improvvisata e alimentato da un piccolo motore a carbonebbia per far funzionare il suo occhio luminoso: nient’altro che un elaborato spaventapasseri.
Charles tenta di farlo funzionare infilandosi al suo interno, ma non ci riesce: la maggior parte dei congegni sono distrutti e puzzolenti di pesce marcio.

Evangeline scassina la cancellata della metro e si infilano nel cunicolo al suo interno, trovando in successione un piccolo bar abbandonato (ma ancora pieno di vecchie bottiglie di whisky e brandy, che subito vengono prese da Charles), dei servizi igienici (quello maschile è tenuto stranamente in ordine) e la vasta area dei binari, dove si trovano ancora due vecchie carrozze, anche se i tunnel sono stati cementati.
Il gruppo entra prima in una delle carrozze, al cui interno ci sono delle tende di velluto, scoprendo che l’interno è arredato come una camera da letto signorile; esplorano poi la porta della sala macchina, facendo una scoperta orribile: quattro cadaveri umani sono stesi su delle brandine, e tenuti refrigerati per mezzo di una ghiacciaia.
I corpi non mostrano ferite evidenti, ma da alcuni segni sono evidentemente morti di malattia. Mentre il gruppo li esamina, percepiscono alcuni rumori provenienti dalla carrozza inesplorata: alcune carbospoglie emergono dalle tenebre e si lanciano verso di loro.
Il gruppo si chiude dentro la ghiacciaia, mentre le carbospoglie tentano di abbattere la porta. Lord Cavendish, Denna ed Evangeline (e Visanta, il servitore indiano di Lord Cavendish, perdonate se non ve ne avevo ancora fatto menzione!) passano attraverso un condotto di aerazione per scappare, ma è troppo stretto per permettere il passaggio di Ser Galvano. Charles decide di rimanere con lui ad affrontare il branco in avvicinamento.
I fuggitivi riemergono nella piazzetta dove si trova il finto Xal, nel mentre Ser Galvano apre la porta e affronta i cadaveri a vapore. Il combattimento è piuttosto cruento, ma viene rapidamente terminato quando il resto del gruppo, facendo il giro, riesce a prenderli alle spalle.

Rimane un’ultima porta nel complesso: una volta varcata, il gruppo si trova in un laboratorio colmo di macchinari a carbonebbia e laboratori chimici, dove un invecchiato Stephen Blackfriar (marito di Gloria, sorella deceduta della dottoressa Anita Langley) sta impiantando un cuore meccanico in un cadavere. Indossa un elmetto bronzeo pieno di antenne e con lui c’è un’altra carbospoglia, che però non sembra essere ostile.
Il dottore vaneggia un po’ sull’esperimento di Anita, dicendo che una scoperta del genere non poteva rimanere segreta, che il governo inglese voleva tenere la cura alla morte tutta per sé, mentre lui aveva passato degli anni a cercare il segreto della rianimazione e tutto ciò che era riuscito a ottenere erano delle carbospoglie mostruose e prive di cervello: solo con le onde radio emesse dall’elmetto era in grado di controllarle.
Anita è viva e si trova in una stanza di fianco: non ha mai avuto intenzione di farle del male, ma non può permettere che il cuore meccanico torni nelle mani della Corona. Il gruppo libera Anita dalla stanza, che pare star bene, e la porta lontano. Nel frattempo, dichiarano in arresto Stephen Blackfriar, che in tutta risposta fa brillare i suoi occhi di rosso e sputa una nube di gas nervino dalla bocca, rivelando delle capacità da Dotato.
Nella colluttazione che segue, Charles spara al cuore meccanico: completamente annebbiato dalle droghe ha fatto un po’ di confusione tra l'elmetto che la figura misteriosa gli aveva chiesto di distruggere e l’invenzione che dovevano invece ritrovare (nessuna intromissione: ha fatto tutto il giocatore). Evangeline ha l’idea di strappare l’elmetto dalla testa di Blackfriar, e nel momento stesso in cui lo fa, la carbospoglia gli salta al collo lacerandolo e ponendo fine alla vita dello scienziato pazzo.
Anita è salva, ma l’invenzione è enormemente danneggiata: dicendo che non c’è tempo da perdere, la dottoressa prende il cuore meccanico e chiede di essere scortata immediatamente a Buckingham Palace.

Durante il tragitto, Charles nota in un angolo buio la donna ammantata dai veli. Le si avvicina, e lei chiede se l’elmetto che controllava le carbospoglie sia andato distrutto. Quando lui conferma, lei lo ringrazia e mostra il suo vero volto: si tratta in realtà di Gloria Langley, anch’essa rianimata come carbospoglia, per quanto intelligente (anche se priva di ricordi della sua vita). Gloria lascia Charles dopo pochi minuti, con gli occhi orlati da un velo di tristezza.

Arrivati a Buckingham Palace la dottoressa chiede l’assistenza di Lord Cavendish ed Evangeline per riparare la sua invenzione entro la sera successiva, mentre il resto del gruppo può riposarsi.
Alla mattina giunge da loro Sir Richard Blake Bond, che li interroga su quanto accaduto e sul perché l’invenzione di vitale importanza sia stata danneggiata. Ser Galvano rivela immediatamente che Charles ha agito per tutta la missione sotto effetto di droghe ed è stato lui a rompere il dispositivo; Denna non ha problemi a confermarlo. Sir Bond, senza mezzi termini, gli dice che nel caso risulti impossibile ripararlo, Charles sarà incriminato per alto tradimento alla Corona.

Anita ripara il dispositivo, ma non è sicura che funzioni perfettamente: tanto vale tentare. Il gruppo viene scortato a un’anticamera in cui è presente un vetro attraverso cui è possibile vedere un laboratorio medico, sul cui tavolo è stesa, priva di vita, una figura a loro molto familiare: la Regina Vittoria, deceduta per morte naturale tre giorni prima e rimasta priva di eredi (morti tutti per l’Epidemia o uccisi dagli Xal).
Il cuore di Anita è l’unica speranza per riportarla in vita: ora più che mai l’Impero Britannico ha bisogno di una guida stabile.
L’operazione è ad alto rischio, e purtroppo non va come sperato: la Regina torna in vita, ma solamente dal collo in su. Il resto del corpo è rimasto completamente paralizzato.
Sir Bond giura a Charles che d’ora in poi qualcuno gli starà sempre con il fiato sul collo, e se dovesse avvicinarsi nuovamente ad alcol o droghe passerà una vita d’inferno, mentre il resto del gruppo viene comunque ricompensato: questa volta Dio c’entra poco, è stata la scienza a salvare la Regina.

Un po’ di retroscena: Anita e Gloria Langley, assieme al marito di quest’ultima Stephen Blackfriar, lavoravano insieme. Nel 1888 Gloria è rimasta vittima dell’Epidemia, e Stephen ha sofferto enormemente per la perdita: ha sottratto il suo cadavere e l’ha tenuto congelato, cercando di trovare un rimedio alla morte. Anita ha deciso durante l’anno successivo di mettere la sua scienza al servizio dell’Impero, lavorando su un progetto simile ma senza nessuno scopo maniacale a muoverla.
Stephen è riuscito nel corso degli anni a creare le carbospoglie: una sorta di zombie alimentati dalla carbonebbia che si muovono e agiscono come uno sciame. Per particolarità della carbonebbia non ancora scoperte, la rianimazione di Gloria ha fatto sì che diventasse una Regina Cadavere: comandava le altre carbospoglie come se fosse la formica regina di un alveare e conservava la sua intelligenza, ma non i ricordi del passato. L’ossessione di Stephen per lei ha fatto sì che la rianimata Gloria si allontanasse, momento in cui Stephen ha costruito un artefatto a forma di elmetto (chiamato Corona Funerea) per comandare le carbospoglie via onde radio.
Quando, anni dopo, ha scoperto a cosa stava lavorando Anita, ha pensato che fosse l’unica speranza per far tornare in vita la vera Gloria con tutti i suoi ricordi, così l’ha rapita rubandole l’invenzione. Gloria necessitava della distruzione dell’elmetto perché aveva il timore che le onde radio potessero controllare anche lei se si fosse avvicinata troppo a Stephen.
Cenni storici: La Regina Vittoria è veramente morta per cause naturali nel 1901.

Spero che la nostra breve avventura nel mondo di Mist vi sia piaciuta. Avete pareri? Volete lasciarmi commenti? Liberissimi di farlo!
Non sarà l’ultima volta che ci avventureremo nelle nebbie di questo ventesimo secolo alternativo!

mercoledì 30 settembre 2015

Mist - Sessione 1 (di 2): Il Caso della Dottoressa Anita Langley



Ore 6.30: una mattina come tante nella buia e fumosa Undercity di Londra. Molti, specialmente i ricchi, sono ancora avvolti tra le coperte… ma non i nostri personaggi, che hanno ricevuto un messaggio con posta pneumatica che li invitava a recarsi immediatamente al Blair Palace, sede sei servizi segreti inglesi.

Lì sono accolti dall’agente di alto livello Sir Richard Blake Bond che, mentre gli offre un brandy, li mette a conoscenza della situazione: circa un’ora fa si è verificato lo spiacevole rapimento della Dottoressa Anita Langley, ingegnere al servizio della corona. La dottoressa stava viaggiando a bordo di una carrozza vaporizzata verso il Blair Palace, accompagnata da due soldati di scorta e un vetturino, quando si è verificato un agguato.
Gli uomini che erano con lei sono stati uccisi brutalmente, mentre la donna (e soprattutto, l’invenzione che trasportava) sono scomparsi. La polizia ha già messo i sigilli alla strada in cui è avvenuto il fatto, ma è assolutamente necessario che un gruppo dei servizi segreti vada e esamini la situazione.

I dettagli sono pochi: è assolutamente necessario che la dottoressa Langley e la sua invenzione vengano ritrovati al più tardi entro il tramonto dell’indomani (quindi i personaggi hanno circa 36 ore di tempo); la missione è di recuperare entrambi, ma nel caso il gruppo fosse costretto a scegliere, l’invenzione ha la priorità.
Sir Bond consegna ai personaggi una cartella con i dati personali della Dottoressa Langley, ma non fornisce dettagli sulla sua scoperta, in quanto secretata per questioni di sicurezza nazionale: al gruppo viene dato sapere solamente che si tratta di un’importante scoperta medica.

Senza ulteriori indugi il gruppo si reca al luogo incriminato ed esamina attentamente la situazione. La carrozza a vapore è ferma in mezzo alla strada, il vetturino e i due agenti di scorta sono stati coperti da dei teli perché le loro condizioni sono terribili: tutti mostrano segni di artigliate, uno di questi ha persino la giugulare strappata da quello che sembra un morso.

Insieme, il gruppo esamina la situazione trovando alcuni indizi:
- Uno dei cadaveri ha un frammento di quello che pare un artiglio di ottone incastrato nelle ferite.
- La bombola di carbonebbia che alimentava la carrozza è stata rubata.
- Charles collega un suo crypto, una lastra che viene impressionata con l’immagine residua nella retina di un cadavere, a uno dei corpi; quella che salta fuori è una strana immagine: alcuni individui avvolti da mantelli laceri che portano via, volando su getti di carbonebbia, sia la dottoressa Langley che la sua invenzione.
- Una donna che abita nella strada afferma di aver sentito degli spari e di aver assistito a queste figure incappucciate (quattro o cinque, a suo dire) che hanno divelto la porta della carrozza con estrema facilità e hanno portato via la donna saltando poi sui tetti. Tutti gli individui emettevano fumo da sotto le vesti.
- Su un tetto nelle vicinanze Denna trova un lembo di stoffa lacero e sporco di sangue. A un analisi del dottor Cavendish, scopre che il sangue è molto vecchio e probabilmente pregno di qualche malattia, anche se non riesce a capire quale.

Charles ha una premonizione: vede la dottoressa Anita, ben più giovane, davanti a quella che sembra essere una sua sosia all’interno di un laboratorio.
Non sapendo esattamente che strada prendere, il gruppo consulta la cartella personale della dottoressa e si reca a casa sua, trovando la porta già aperta e un gran caos all’interno.

Tra la confusione che regna, si accorgono anche qui di alcuni dettagli importanti:
- La dottoressa possedeva un piccolo impianto personale per il riciclo della carbonebbia, ma le bombole piene sembrano essere state rubate.
- I suoi progetti sono stati parzialmente distrutti, però tra i fogli stracciati i personaggi trovano l’immagine di un cuore meccanico con diversi valori numerici e calcoli, e la scritta “serve molta energia”.
- Rinvengono una vecchia fotografia datata 1884, che raffigura Anita, un’altra donna che le somiglia molto e un uomo che la tiene sotto braccio.

Esaminando la cartella i personaggi scoprono che Anita aveva una gemella di nome Gloria Langley, morta nel 1888 a causa dell’Epidemia, e sposata a un ingegnere di nome Stephen Blackfriar. All’epoca della foto i tre lavoravano insieme. Dopo la morte di Gloria, Anita si unì ai servizi segreti, mentre la sorte di Blackfriar è avvolta nel mistero: molti dati sono andati persi in seguito all’epidemia e all’attacco degli Xal.

Vista la sparizione delle bombole di carbonebbia in due luoghi incriminati, il gruppo decide di andare a esaminare gli impianti cittadini (estremamente sorvegliati) per vedere se avessero subito situazioni simili.
Dopo alcune ore Charles ed Evangeline, fingendosi clienti, hanno modo di parlare con un operaio dell’impianto di riciclaggio che ammette di vendere sottobanco delle bombole di carbonebbia ad alcune persone che lo pagano profumatamente. Dice anche loro di tornare alla sera se volessero fare acquisti, quando l’impianto sarà chiuso.

Molte domande si affollano nella mente del gruppo di agenti… dov’è finita la dottoressa Langley? A cosa stava lavorando? Chi sono gli uomini che l’hanno rapita? Lo scoprirete nel prossimo (e purtroppo, conclusivo) riassunto di Mist!

domenica 27 settembre 2015

Mist - Mettiamo alla prova il Cypher System!

 Per ovviare alla mancanza di gioco dettata dalle ultime vacanze estivo/autunnali, il gruppo si è lanciato a provare il Cypher Sytem su un’ambientazione diversa da Numenera.

Un paio di sessioni atte a valutare la “solidità” del sistema (di cui abbiamo la certezza) e dell’ambientazione (di cui ne abbiamo molta meno, ma fin’ora pare che stia piacendo!) prima di riprendere con le consuete avventure nel Nono Mondo.

Per l’occasione ho creato e dato il primissimo battesimo a Mist, ambientazione altamente sperimentale che in un unico calderone unisce i generi Steampunk, Post-apocalittico e Alien Invasion (chi mi conosce sa quanto ami le miscele di generi!).

Questa è una piccola cronologia dell’ambientazione, che nient’altro è che il nostro mondo… se la caduta di un meteorite nella seconda metà del XIX secolo non avesse alterato profondamente la storia mondiale!

1857 – Un meteorite precipita a poche miglia da Londra. Il tremendo impatto rade al suolo metà della città.

1858 – Comincia la ricostruzione di Londra. I chimici inglesi analizzano il meteorite scoprendo che non è costituito da un elemento che è possibile rinvenire in natura.

1859 – Vengono scoperte le capacità mutanti del materiale stellare (chiamato Grigiocuore) e il modo di controllarle. Tramite il Grigiocuore e alcuni processi di trasformazione chimici viene creata la Carbonebbia: una fonte di energia aeriforme poco costosa e semplice da creare. L’Inghilterra fa un enorme balzo in avanti nella scienza grazie al suo utilizzo.

1862 – I segreti della Carbonebbia vengono trafugati: il resto d’Europa ha in breve accesso alla tecnologia.

1864 – Viene completata la ricostruzione di Londra.

1869 – Vengono creati i primi grandi marchingegni a Carbonebbia. I loro scopi sono enormemente diversificati: negli anni successivi verranno create armi, macchinari da costruzione, oggetti di intrattenimento e da viaggio.

1874 – Vengono creati i primi automi, macchinari dalla forma umanoide che si muovono meccanicamente e atti a compiere lavori di fatica.

1878 – Alcuni automi acquisiscono intelligenza e coscienza di sé, iniziando a comportarsi come bambini smarriti. Il fenomeno viene visto con curiosità piuttosto che paura, e la causa viene imputata a particolarità della Carbonebbia non ancora rilevate.

1881 – La maggior parte delle grandi città d’Europa sono completamente coperte da una coltre di nebbia densa e calda, prodotto di scarto dei marchingegni che sono ormai disponibili a chiunque.

1882 – Una strana malattia che colpisce i polmoni inizia a diffondersi in Europa: dapprima nelle grandi città, poi nelle campagne. Sembra influire unicamente sugli umani, non provocando alcun effetto nel mondo animale e vegetale.

1885 – La malattia epidemica muta improvvisamente, diventando mortale.

1887 – L’epidemia non risparmia nessuno, e buona parte dei governi europei giungono al collasso in poco più di un anno. Le Americhe chiudono le frontiere e abbandonano il continente nebbioso al suo destino.

1889 – I pochi individui sani di Londra si rifugiano sotto terra, fondando l’Undercity. Stessa cosa capita in molte grandi città dove c’è ancora vita umana.

1891 – Nelle grandi città la vita umana è praticamente estinta, mentre nelle campagne la situazione è più vivibile.

1895 – La malattia ha un nuovo mutamento repentino, perdendo i sintomi che portano al decesso, ma provocando strane mutazioni in alcuni degli infetti: coloro che li subiscono vengono chiamati Dotati, e hanno accesso a poteri che la scienza non si è ancora saputa spiegare. L’80% della popolazione europea è morta negli ultimi dieci anni.

1898 – Una pioggia di meteoriti lucenti solca i cieli della Terra. Nei giorni seguenti vengono avvistati dischi di metallo e forme di vita mai viste, simili a grosse meduse, che iniziano una lenta colonizzazione del pianeta.

1899 – Gli scienziati giungono alla conclusione che la razza aliena, chiamata Xal, ha invaso la Terra perché la massiccia presenza di nebbia ha “Xalformato” il pianeta, creando un’atmosfera per loro più vivibile.

1901 – Oggi. I pochi sopravvissuti della razza umana sono costretti a riattivare i marchingegni a Carbonebbia per combattere l’invasione aliena.

Ho sviluppato diversi crypto per l’ambientazione: molti di questi sono già esistenti in Numenera, ma il loro aspetto fisico è stato alterato da hi-tech a steampunk per renderlo coerente con l’ambientazione.
Avendo solamente due sessioni per portare avanti una trama, il presupposto dell’avventura è molto semplice: i personaggi sono una squadra speciale dei servizi segreti della Corona Inglese, e si muoveranno per la Undercity di Londra, città-bunker abitata da quasi un milione di persone, per portare la salvezza al glorioso Impero Britannico.

I personaggi che i giocatori hanno creato sono:

Horace Cavendish Duca del Devonshire, un Ingegnere Nobile che Compie strani esperimenti – un tempo possessore di grandi terreni, persi durante l’attacco alieno, ha offerto le sue abilità nella chimica al servizio della corona inglese.

Ser Galvano, un Sopravvissuto Automa che Difende i deboli – un tempo salvò una bambina, che osservando questo automa a vapore di metallo scintillante lo convinse di essere un vero cavaliere.

Charles d’Antonio, un Dotato Creativo che Non fa molto – un poeta e scrittore decadentista, assoldato forzatamente dalla corona per i suoi poteri legati alla manipolazione mentale e alla precognizione.

Denna Fitzwilliam, una Dotata Resiliente che Si muove come un gatto – le origini della donna sono sconosciute, ma pare che il suo fisico e la sua mente siano stati manipolati direttamente dagli scienziati dei servizi segreti al fine di ottenere un agente fedele e abile.

Evangeline Tullymore, una Ingegnere Ingenua che Calcola l’incalcolabile – le sue abilità matematiche nascono da una profonda difficoltà nell’affrontare il resto del mondo.

I tipi Dotato, Ingegnere e Sopravvissuto sono stati creati apposta per l’ambientazione. Il Dotato ha molti poteri legati a mutazioni corporee sia fisiche che mentali, ed è in generale un individuo che “se la sa cavare”; l’Ingegnere è esperto nella manipolazione dei crypto, dei marchingegni a carbonebbia e può specializzarsi anche nelle armi da fuoco; il Sopravvissuto è un combattente, uno che se la sa cavare in ogni situazione, che ha vissuto il peggio ed è riuscito a oltrepassarlo.

Vi è piaciuta questa breve introduzione? Bene! Tra qualche giorno posterò il riassunto della prima sessione (che abbiamo giocato martedì scorso) e ve lo posso garantire… il Cypher System è veramente una bomba!