sabato 16 gennaio 2016

La Guerra delle Ombre - Sessione XVII: Sotto una Coltre di Lame



Avvicinandosi ad Auspar, la squadra di avventurieri si rende conto che la situazione è ancora più strana di quanto giudicato a una prima impressione: oltre ad essere stretta dalla morsa del ghiaccio, il gruppo si rende conto che le porte Est e Sud sono sigillate, e nessuna delle ombre le sta minacciando.

Cautamente decidono di muoversi sulla superficie del fiume congelato ed entrare in città dai moli. Alcune barche giacciono, semidistrutte, sulla distesa di ghiaccio. Tramite gli esoterismi di Adattamento di Kendra il gruppo si ripara dalle lame di ghiaccio, ma una volta giunti al porto sulla scogliera si rendono conto che la situazione è enormemente cambiata: per le strade si trovano diversi cadaveri semicongelati, sia di civili che di soldati, uccisi sia dal freddo che dalle lame degli invasori.

Il gruppo tenta di raggiungere la Cattedrale dell’Ordine del Vero, evitando per un soffio un gruppo di tre Araldi del Vuoto, intenti a pattugliare i vicoli tra le abitazioni saccheggiate. Da una torre più alta riescono a scorgere la Cattedrale, avvolta da uno scudo di energia numenera: qualcosa, se non altro, pare aver retto. Nell’area nord vedono chiaramente il profilo della Magione Vivente, completamente cristallizzata nel ghiaccio: le piante che la avvolgevano non sono sopravvissute.

Kendra utilizza simultaneamente i suoi esoterismi di Levitazione, Adattamento e Invisibilità per volare al di sopra della città senza subire alcun pericolo. Da lì, riesce chiaramente a vedere che il quartiere nord e il quartiere del porto sono stati conquistati dalle ombre, che a questo punto hanno preso di mira il Precipizio, mentre la restante parte della città sta ancora reggendo all’assedio. Riesce a infiltrarsi attraverso gli scudi della torre dell’Ordine e, una volta all’interno, cerca Aldan per riferirgli la situazione. Purtroppo scopre ben presto da un’accolita che il maestro di Ellie non ce l’ha fatta: due giorni fa è stato annientato da un’ombra incoronata alla porta Nord. La Tech riferisce che il resto del gruppo è in arrivo, dopodiché tenta di ricongiungersi a loro.

Gli altri nel frattempo hanno trovato uno spiraglio tra le mura interne della città e vi si sono infilati. Neil levita anch’esso sopra la città, cercando Kendra. Quando i due si incontrano, Neil utilizza su di lei uno degli ultimi trucchi del mestiere acquisiti, Impiantare Suggestione, rivolgendo a Kendra la seguente frase: “se entro le prossime ventisei ore non avremo sconfitto le ombre, tu trascorrerai un’ora di passione con me”.
Tiro di dadi… e Kendra soccombe alla suggestione, pur non rendendosi minimamente conto di averla subita (le è sembrata una normalissima frase arrogante rivoltale da Neil).
(Nota del Narratore: C’è un motivo dietro a questa scena. Si tratta di una scommessa fatta tra Leon, Spritz e Neil a inizio campagna, su chi di loro sarebbe riuscito per primo a portarsi a letto la glaciale Kendra. Neil ha finalmente deciso di giocare sporco… Prevedo un’evirazione quando la povera Kendra se ne renderà conto! Ma se riuscissero a fermare le ombre in tempo potrebbe ancora salvarsi… staremo a vedere!)

La squadra al completo giunge alla Cattedrale, e si recano a parlare con la maestra Hiranel Senk, che li aggiorna sui fatti recenti: quando il fiume è congelato, le ombre lo hanno utilizzato come ponte per entrare in città. Il quartiere nord è stato preso tra due fuochi, e non hanno potuto far altro che abbandonarlo e rifugiarsi nell’ultimo quartiere cittadino non ancora conquistato dal nemico. Il maestro Aldan è caduto in azione, mentre il generale Neron e i suoi cavalieri Anguleani stanno reggendo bene. La Magione Vivente dei Sarraceniani è stata catturata nella morsa del gelo, ma alcuni sono riusciti ad abbandonarla e a rifugiarsi alla Cattedrale prima che i nemici la conquistassero. Le ombre stanno ora prendendo d’assedio il Precipizio, il che è strano, perché all’interno non dovrebbe essere rimasto nessuno.
Il gruppo spiega brevemente alla maestra qual’era il piano di Aldan per la costruzione di un’arma con un frammento di sole (non facendo alcun riferimento all’Eyren) e chiede di poter accedere alle sue stanze.
Permesso concesso! L’intero gruppo, con l’eccezione di Leon, va alle stanze di Aldan. Il jack si reca di sotto, nell’area dove sono stati stanziati i profughi, per vedere se Auletta si è salvata. Fortunatamente è così, ma non si sa nulla di Chi: il Sarraceniano ha deciso di rimanere a prendersi cura delle sue amate piante.

Nella stanza di Aldan il resto del gruppo trova l’Eyren, che dimostra subito avere un atteggiamento strano e indifferente verso il gruppo. Ha ultimato la costruzione dell’arma per annientare il nemico, l’ha nascosta in un luogo segreto e ora richiede solo l’innesto di un frammento di sole per essere attivata… ma non ha la minima intenzione di rivelare dove si trovi!
L’Eyren ha infatti scoperto, ascoltando le conversazioni di soldati, accoliti dell’ordine e gente comune, che la principessa Ampel non è assolutamente presente ad Auspar… anzi, tutti la credono morta da tempo!
L’Eyren sa che i personaggi gli hanno mentito o nascosto delle informazioni. La sua logica non gli fa bramare alcun tipo di vendetta, ma non ha la minima intenzione di proseguire verso un obiettivo che non gli interessa: se non c’è una principessa da salvare, che la gente di Auspar viva o muoia gli è del tutto indifferente.
Tramite un lungo dialogo basato su ragionamenti logici e delle minacce (“se non ci dici dov’è il macchinario ti giuro che troveremo la principessa e la uccideremo di persona”, gli dice Neil), alla fine l’Eyren va in crisi e rivela la posizione del macchinario (un magazzino poco lontano), per poi disattivarsi definitivamente subito dopo: la sua utilità è esaurita. Ellie recupera il corpo del piccolo automa per modificarlo e creare così il suo automa personale.

Leon viene aggiornato della situazione, dopodiché Kendra chiede ad Auletta di esaminargli la gamba paralizzata: dalle piccole ferite riportate sta fuoriuscendo una strana crosta legnosa, che lentamente sta ricoprendo la gamba, paralizzandola. Auletta dice di essere in grado di sistemarla, ma solo tramite le piante alla Magione Vivente… per farlo, dovranno quindi prima spezzare l’assedio.

Mentre alcuni del gruppo si riposano, altri vanno a recuperare il macchinario. Dopo alcuni esami scoprono essere un numenera in grado di “legare magicamente” il fuoco del frammento di sole ad altri materiali, facendoli diventare un tuttuno. L’oggetto è in grado di provocare un raggio a forma di cono proiettato verso il basso: l’ideale sarebbe quindi portarlo in un luogo molto alto e da lì attivarlo, per colpire tutto ciò che si trova al di sotto… un luogo come il Precipizio, l’edificio più alto della città!

Una volta ricongiunto ed esaminata la situazione, il gruppo chiede nuovamente di parlare con Hiranel Senk per organizzare un piano. L’idea è semplice, ma i pericoli saranno notevoli: propongono prima di tutto di recuperare un numenera gravitazionale, di quelli utilizzati per calare le barche in acqua dai moli sopraelevati, per far levitare il macchinario da terra fino alla cima del Precipizio. Le due estremità del numenera gravitazionale dovranno essere posizionata una sul terreno (da una squadra) e una sulla cima (da un’altra squadra), tutto questo mentre l’area è completamente assediata dalle ombre… più facile a dirsi che a farsi!
Ma l’unica alternativa è soccombere, e non si è mai sentito di un Thaemoriano che si sia arreso.
La notte passa, e con questa l’ultimo riposo prima dello scontro decisivo.
Non rimane altro che giocarsi il tutto per tutto.

domenica 10 gennaio 2016

La Guerra delle Ombre - Sessione XVI: Il Frammento di Sole e l’Oscuro Visitatore



Le piante assassine fuoriescono dal folto del bosco, assalendo il gruppo di personaggi. Hanno già affrontato creature simili in passato, e nonostante l’attimo di smarrimento di Spritz e Neil, che non si erano accorti dell’imboscata, riescono facilmente ad avere la meglio grazie alle loro capacità (attualmente i personaggi sono a circa metà strada tra il quarto e il quinto rango, difficile che delle creature del genere possano tenergli testa!).

Giungono al tempio nella foresta, ma non si soffermano, puntando nella direzione indicata da Bhalar. Nel giro di una mezz’ora giungono ad un’area diversa dal resto della foresta: la vegetazione è più rada, e la poca presente è contorta e coperta da una sottile corteccia scura. La temperatura è più alta di almeno un paio di gradi rispetto al resto della foresta.
Nel giro di breve trovano l’epicentro del calore, un’area in cui una fossa poco profonda nel terreno fa intuire che qualcosa, in passato, sia precipitato causando un cratere.
Non c’è alcuna via d’accesso, quindi il gruppo dovrà procedere allo scavo, ma non hanno alcun attrezzo con loro. Bhalar riferisce loro che al tempio dovrebbero esserci pale e picconi, se nessuno ha toccato la sua attrezzatura.

Kendra e Neil volano fino al tempio per recuperare gli arnesi, mentre il resto del gruppo esamina la zona. Senza aver presagito alcun tipo di minaccia, all’improvviso Leon viene assalito da qualcosa che lo punge alla gamba: non fa in tempo a rendersi conto di nulla, poi perde i sensi.
Spritz e Ellie non riescono più a trovarlo, ma trovano degli evidenti segni di trascinamento; aspettano quindi il ritorno di Kendra e Neil, che hanno trovato il materiale, e vanno alla ricerca dell’amico scomparso.

Trovano Leon a poche centinaia di metri, imbozzolato in un mucchio di materia vegetale contro un albero. Una pianta carnivora diversa dalle altre li assale: è più grossa, il suo fusto e la sua testa sono coperti da una sottile corteccia scura, come il resto della vegetazione nell’area, e possiede dozzine di piccole radici flessibili che costituiscono il resto del suo corpo.
La pianta corazzata è una minaccia sufficiente a tenergli testa: il gruppo non riesce a procurargli altri che graffi di poco conto. Spritz viene afferrato da uno dei tentacoli della pianta e appeso per il collo, ma riesce a liberarsi prima di essere strangolato. La situazione viene risolta da Ellie, che esilia la pianta verso un’altra dimensione.
Il gruppo libera Leon e si allontanano dall’area prima che l’esoterismo di Ellie cessi il suo effetto. Spritz rimane in zona, e quando la pianta viene richiamata nel Nono Mondo sfrutta la sua naturale affinità con le aree selvagge per farsi seguire lontano, e poi seminarla: non costituirà più una minaccia.

Lo scavo procede bene, e nel giro di un paio d’ore il piccone di Leon tocca qualcosa di solido. Portano alla luce un guscio metallico malridotto, di grosse dimensione, attraverso cui Kendra riesce a calarsi facilmente, entrando in quella che pare essere una cabina di comando con diversi numenera distrutti.
Il complesso è grande, ma il soffitto è basso, e la tech è costretta a procedere ingobbita. Trova piuttosto facilmente un’area in cui è presente un tubo incandescente, da cui proviene il forte calore che irradia quest’area di foresta.

Alcuni membri del gruppo scendono per esaminare la situazione (con qualche momento di panico quando il tozzo Leon rimane incastrato nei condotti d’areazione), e decidono di smontare la tubatura, al cui interno è probabilmente presente il frammento di sole.

Rimangono all’interno solo Leon e Kendra a completare l’operazione, protetti da un esoterismo di Adattamento. Hanno successo, e depositano il frammento incandescente grande quanto un pugno nella scatola di piombo fornitagli dall’Ordine del vero. Quando fuoriescono dalla nave sepolta si sentono piuttosto storditi (e hanno collezionato un 3 e un 1 ad un tiro difensivo di Vigore, ricordatevi bene questo dettaglio), ma non hanno alcun momento per riposarsi: una scia argentea solca il cielo, per poi fermarsi sopra il tempio poco distante e atterrare, perfettamente verticale, sul tetto dello stesso.

Il gruppo si precipita a vedere cosa stia accadendo, e insieme salgono sul tetto del tempio. Lì vedono una sfera argentea, con un diametro di circa tre metri, ancorata a terra. Poco distante, una creatura meccanica dotata di quattro braccia e una testa a cupola sta manovrando alcuni numenera nei pressi della parabola. Accanto alla creatura sono presenti due sfere metalliche fluttuanti, dotate di un occhio rosso.

Con cautela si avvicinano alla creatura, che si limita a osservarli per qualche istante, per poi ignorarli e riprendere il suo lavoro. I due occhi rossi fluttuanti si teletrasportano (a quanto pare casualmente) per l’area al fine di tenere sott’occhio i movimenti della squadra.
Leon si avvicina, ed esamina cosa stia facendo la creatura: a quanto pare sta tentando di installare un piccolo numenera nei pressi della parabola. Avvicina le mani, tentando di aiutarlo. La creatura si ritrae e osserva attentamente il suo lavoro: Leon installa il componente, che si rivela essere un congegno di amplificazione del segnale.

Soddisfatta, la creatura si ritira verso il suo uovo argenteo. Ellie si avvicina chiedendo spiegazioni, e viene colpita da un impulso psichico della creatura che le trasmette informazioni: vede delle creature di piccole dimensioni, dalla pelle grigia e dalla testa molto grande, che manipolano dell’energia d’ombra. La tech capisce quindi la vera natura della creatura: si tratta di un membro della razza aliena che faceva esperimenti con le ombre!
Il gruppo non è però soddisfatto di come siano andate le cose, e tenta di toccare i suoi occhi sorveglianti e il suo uovo. Gli occhi reagiscono malamente, in particolar modo quando Neil tenta di toccare la creatura meccanica stessa: uno dei sorveglianti fa scomparire Neil, che si ritrova a qualche chilometro dal tempio, e qualche minuto indietro nel tempo (assiste nuovamente all’atterraggio dell’uovo argentato sul tetto).

La creatura si ritira nel suo uovo, che inizia a fluttuare, ma Leon vuole tenerlo di sotto a tutti i costi: si dirige alla parabola e stacca l’amplificatore di segnale.
A quel punto la creatura atterra ed esce dalla sua nave. Le sue quattro braccia si riempiono di energia rossastra, si alza in volo con alcuni congegni a reazione e attacca violentemente il gruppo con un bombardamento energetico!

Nella colluttazione che ne segue, il gruppo viene quasi annientato dagli attacchi energetici della creatura aliena e da quelli sparati dai suoi due occhi guardiani: ben poco sembra essere in grado di ferire la sua spessa epidermide metallica (in realtà un esoscheletro) e i continui spostamenti dei suoi occhi sorveglianti fanno sì che il gruppo non riesca a colpirli.

Leon tenta il tutto per tutto e si lancia verso la sua nave, riuscendo ad avviarla con un colpo di fortuna. L’uovo argentato si mette a fluttuare, e l’alieno si lancia al suo inseguimento. Penetra all’interno facilmente (lo scafo della nave era di metallo liquido, e lui è in grado di manipolarlo) e attacca Leon con forza.

Il gruppo tenta allora il salvataggio: distrugge uno degli occhi sorveglianti, poi Neil e Kendra fluttuano fin sotto la nave e attaccano un disgregatore di fase sotto di essa: il pavimento diventa immateriale, e Leon precipita tra le loro braccia. La creatura aliena riprende possesso della nave e tenta di allontanarsi, ma Leon da fondo alla sua ultima risorsa: lancia il suo esplosivo annientante dentro la nave, che viene risucchiata all’interno di un minuscolo buco nero formatosi in un battito di ciglia.
Dell’alieno e della sua nave non c’è più alcuna traccia.

Il gruppo si riposa e riorganizza le idee, decidendo di partire al più presto per Auspar. Come concordato liberano Bhalar (non prima che Ellie lo esili temporaneamente in un’altra dimensione – “se sopravviverà sarà libero”, sono le parole della tech).
Grazie alle capacità da poco acquisite da Kendra, che le permettono di manipolare tempo e spazio al fine di rendere più agevoli i lunghi spostamenti, il gruppo rientra ad Auspar in mezza giornata appena (contro i cinque giorni di viaggio fatti all’andata). Il viaggio non è però dei migliori per Kendra e Leon: sottoposti alle radiazioni del frammento di sole, sono incorsi in delle mutazioni. Leon ha assistito alla nascita di un occhio cieco e completamente inutile sul palmo della sua mano (una mutazione estetica), mentre Kendra ha subito con orrore a un’eruzione cutanea sulla sua gamba destra, che le ha provocato numerose ferite, lacerazioni e in seguito la paralisi dell’arto (una mutazione dannosa, ottenuta con l’1 ottenuto nel tiro difensivo di Vigore!).

La situazione è però notevolmente cambiata: la città è ancora sotto assedio, il fiume è completamente congelato e l’aria è densa di cristalli di ghiaccio che sfrecciano a gran velocità tra le torri della città.
È il momento di giocarsi il tutto per tutto: le sorti del Thaemor saranno decise dalle loro prossime azioni.

venerdì 18 dicembre 2015

La Guerra delle Ombre - Sessione XV: Ritorno alle Origini



Avevamo lasciato il gruppo alla Magione Vivente! Il Sarraceniano rinnegato Bhalar Kolssed è fuggito, ed egli è forse l’unico che può sapere dove si trova un frammento del sole di cui il gruppo necessita per rovesciare le sorti della guerra!

Mentre Ellie, kendra e Spritz escono dalla Magione per fiondarsi alla sua ricerca, incontrano Leon e Neil, di ritorno da un giro nei dintorni: del fuggitivo non c’è traccia. Il gruppo si divide nuovamente: Ellie e Spritz si recano nuovamente ai cancelli nord per valutare come sia la situazione, mentre gli altri si dirigono ai moli, che ritengono essere l’unico luogo attraverso cui è possibile lasciare la città.

Ai cancelli nord i conflitti si sono temporaneamente placati: Aldan e il resto dell’Ordine del Vero sono riusciti a richiudere la breccia nei cancelli tramite un muro di forza. Non trovando alcuna traccia del fuggitivo, i due avventurieri si dirigono ai moli per ricongiungersi ai loro compagni.

Nel frattempo, Kendra, Neil e Leon giungono ai moli, trovandosi davanti a una situazione rischiosa: una folla di abitanti di Auspar sta tentando di forzare un blocco dei soldati, al fine di raggiungere le barche e fuggire dalla città.
La situazione degenera rapidamente quando nella folla un individuo viene accoltellato: soldati e popolani iniziano ad accusarsi a vicenda, dando inizio a un combattimento. Il gruppo rischia di venire trascinato via dalla folla, e i tentativi di sedare la rivolta servono a ben poco, almeno finché Neil non ha una grande idea: cosparge sé stesso di spray antifiamma, poi si rovescia addosso dell’olio da lanterna e si da fuoco!
Utilizzando i suoi poteri per fluttuare coperto di fiamme, urla a gran voce di essere lo spirito del fuoco giunto ad Auspar per distruggere le ombre che assediano la città. Sia i soldati che la popolazione scappano terrorizzati alla vista dell’apparizione, lasciando il campo libero.

Nel frattempo giungono anche Ellie e Spritz.
Guardandosi in giro, il gruppo nota che nel fiume (in cui galleggiano frammenti di ghiaccio, creati dal gelo portato dalle ombre) è presente una piccola imbarcazione governata da un uomo vestito di verde: è chiaramente Bhalar Kolssed, che ha approfittato del caos per rubare una barca e fuggire!

Neil e Kendra volano in sua direzione, il resto del gruppo requisisce un’imbarcazione per raggiungerlo.
I due avventurieri volanti arrivano facilmente all’obiettivo, e hanno la meglio di lui in pochi istanti: il Sarraceniano fa solamente in tempo a soffiare una nube di spore addosso a Kendra, facendola scoppiare in una tosse convulsiva.

Gli altri sono a metà strada quando hanno un inconveniente: si accorgono che l’imbarcazione che hanno sottratto ha una falla, e sta imbarcando acqua. Leon si innalza utilizzando la sua Sacca Esplorativa, Spritz fa il possibile per tentare di tappare il foro.
Uno scossone agita la barca, e i personaggi intravedono una figura umbratile dagli occhi rossi nelle acque del fiume… finché, con un secondo scossone, Ellie perde l’equilibrio e finisce in acqua!

L’attaccante, una figura simile a uno squalo parzialmente d’ombra e parzialmente biomeccanico, attacca Ellie. Leon si tuffa nell’acqua gelida per salvarla, ma Ellie, avendo una visibilità limitata, sentendosi toccata da lui utilizza i suoi poteri per esiliarlo in un’altra dimensione!
Il povero Leon si trova a vagare in un ambiente desolato e privo di ossigeno, con solo dei giganteschi funghi violacei a contornare il panorama (per fortuna aveva la sua Sacca Esplorativa!)

Ellie viene tirata sull’imbarcazione da Spritz, che nel frattempo riesce ad arrivare abbastanza vicino alla barchetta di Bhalar da montarci sopra.
Mentre Bhalar è stordito, il gruppo recupera le forze, interrogandosi sulla sorte di Leon… che dopo una decina di minuti ricompare nel Nono Mondo, esattamente nel punto in cui era scomparso.

Il gruppo ritorna a riva, somministra un veleno di controllo mentale a Bhalar e lo interroga: scoprono abbastanza facilmente che vicino alla rovina nella foresta dove lo scienziato compiva i suoi esperimenti è presente un’area desolata dove la poca vegetazione presente ha subito strane mutazioni incontrollate. Bhalar dice che potrà condurli laggiù, ma vuole la garanzia che lo lascino andare subito dopo. Il gruppo gli da la sua parola (ma la manterranno davvero?).

Senza ulteriori indugi il gruppo organizza la sua partenza. Fanno un breve passaggio alla Magione Vivente per informarli della situazione (e loro gli dicono dove trovare un amico, in un villaggio vicino, che potrà affidargli delle cavalcature), e all’Ordine del Vero l’Eyren chiede di essere affidato ad Aldan per cominciare la modifica del macchinario per distruggere le ombre. Quando il gruppo tornerà, sarà già tutto pronto.

Il gruppo al completo prende il fiume per lasciare la città, e nel giro di cinque giorni raggiunge le foreste a sud di Ambhar, dove la vegetazione di piante carnivore pare essere cresciuta incontrollata nelle ultime settimane. Bhalar li riconduce al tempio nel cuore della foresta, ma a pochi minuti dal loro arrivo un gruppo di piante carnivore emerge dalla boscaglia, con l’unica intenzione di sfamarsi con le carni degli eroi…

domenica 13 dicembre 2015

La Guerra delle Ombre - Sessione XIV: Assedio!



Il gruppo rientra alla Magione Vivente, ma il loro riposo ha ben poca durata: Spritz, Ellie e Kendra decidono di recarsi alla Cattedrale dell’Ordine del Vero per parlare con Aldan: credono infatti che l’Alto Ministro possieda le conoscenze necessarie per rintracciare un frammento del sole.
Leon e Neil Vane (assenti alla sessione) decidono di rimanere presso la Magione per tirare un po’ il fiato.

In barba al coprifuoco i tre giungono alla cattedrale schivando per un pelo una pattuglia di soldati, e trovano Aldan già equipaggiato e intento a uscire per le strade: a quanto pare è richiesta la sua presenza alla porta nord, dove le ombre si stanno concentrando. Velocemente Aldan dice che conosce a livello teorico ciò che loro stanno cercando, ma non sa fornirgli indicazioni utili, poi si reca verso il suo obiettivo.

Il gruppo rimane un po’ alla cattedrale, indeciso sul da farsi, poi assiste alla partenza di un gruppetto di cavalieri Anguleani diretti proprio alla porta nord, dove a quanto pare si stanno verificando dei problemi.

Il gruppo decide di seguirli, e una volta arrivati al piazzale dei cancelli si trovano davanti a uno scenario piuttosto complesso: le ombre, al di fuori, hanno congelato il portone e stanno tentando di sfondarlo. Un gruppo di Ministri degli Eoni supportato da Aldan sta tentando di attivare l’automa da guerra portato da Jyrek, mentre l’esercito del regno li sta osteggiando: a quanto pare, credono di poter risolvere la situazione da soli senza l’aiuto da parte di “fattucchierie e stregonerie”.

I personaggi si infilano in mezzo cercando di fare da mediatori, ma con scarsi risultati. Aldan dice loro che attivare l’automa è molto rischioso, perché se uno solo dei soldati dovesse dimostrarsi ostile, esso attiverebbe il suo programma di autodifesa, causando una strage.

Per l’appunto, la situazione degenera del tutto quando un soldato lancia un sasso contro l’automa, causando la sua attivazione. In breve si affrontano due schieramenti: da una parte i personaggi, l’Ordine del Vero e i cavalieri Anguleani, dall’altro l’esercito. Lo scontro dura meno di un minuto, per lo più a svantaggio dei soldati, che vede alcuni dei suoi ammazzati dall’automa e un capitano della guardia esiliato in un’altra dimensione da Ellie.
I ministri riescono a disattivare l’automa, ma in quel momento le ombre riescono a sfondare la porta: le due fazioni che fino a un secondo prima stavano combattendo tra loro, sono costrette a fare fronte comune.

Le ombre non sono molte, ma ognuna di esse riesce a sterminare una mezza dozzina di soldati prima di essere risucchiata nel vuoto. L’automa da combattimento viene riattivato, e le redini della situazione passano in mano agli umani. Ellie, assieme ad Aldan, riescono a creare un campo di forza sulla breccia della porta, fermando temporaneamente l’attacco.
Nel frattempo, sul posto giunge anche il generale Neron (vedi immagine) e i suoi cavalieri.

Aldan è ferito, ma non sembra intenzionato a mollare. Suggerisce al gruppo di abbandonare l’area e ritornare alla biblioteca dell’Ordine: se esiste qualche riferimento ai frammenti del sole, potranno trovarlo lì.

Effettivamente, dopo un paio d’ore di ricerche, i personaggi si imbattono in un libro in cui viene spiegato che i carri celesti degli antichi erano spesso alimentati da frammenti di sole, e alcuni di essi possono trovarsi ancora in quelle che venivano chiamate “stazioni di atterraggio”: grandi edifici dal tetto piatto, spesso dotati di cupole di metallo atte alla comunicazione.
Al gruppo viene subito in mente la prima rovina esplorata assieme, dove il folle Bhalar Kolssed faceva esperimenti con le piante carnivore!

Il gruppo corre alla Magione vivente, dove Bhalar è tuttora rinchiuso, ma arrivati sul posto trovano Chi piuttosto infuriato: il freddo sta facendo soffrire le piante, e Bhalar ne ha approfittato per scappare dalla sua prigione vegetale nei sotterranei. Leon e Neil Vane sono già sulle sue tracce.
Il gruppo esamina l’area, sfruttando anche un Visore Temporale, e vengono a sapere che nella fuga Bhalar ha trafugato una valigetta contenente prodotti chimici per la crescita delle piante e, soprattutto, un sacchetto contenente le spore delle sue piante assassine.

Ragionano qualche istante su dove possa essersi recato e valutano che l’unico modo per fuggire dalla città durante l’assedio sia attraverso il fiume.
Insieme corrono verso i moli, sperando che non sia troppo tardi, mentre le ombre continuano il loro assedio in questa notte senza fine…